Legge sull’antisemitismo. Il riformista Dem Delrio spiega perché ha votato sì: "Voglio difendere gli ebrei italiani" (nella foto Ansa la votazione della legge in Parlamento) - Blitz Quotidiano
Legge sull’antisemitismo: il Senato mercoledì scorso ha dato il primo via libera e il Partito Democratici si è di nuovo spaccato. La linea ufficiale imponeva l’astensione ma sei riformisti hanno votato con la maggioranza, accanto ad Azione e Italia Viva. Apriti cielo! Francesco Boccia, pretoriano di ferro di Elly Schlein, si è inalberato rimproverando la mancata unanimità alla “destra che non ha voluto trovare un punto di incontro” promettendo l’impegno del partito nel voto alla Camera.
I “ribelli” riformisti hanno tenuto un basso profilo in Aula, hanno precisato che il loro dissenso non andava interpretato come una contestazione al partito semmai la scelta ragionata a sostegno di “un provvedimento che rompe un silenzio e una timidezza della cultura democratica che non ha discusso abbastanza di questa esperienza” (Delrio dixit). Ha aggiunto il senatore Walter Verini: “Ritengo questo un segnale importante e necessario su un tema di drammatica attualità e pericolosità”, da cui peraltro sono state espunte tutte le norme sanzionatorie e di limitazione alla critica. Graziano Delrio, esponente del riformismo cattolico dem, aveva promesso di rompere il silenzio. Cosa che ha fatto ieri in una lunga intervista rilasciata al Quotidiano Nazionale.
L’ex sindaco di Reggio Emilia, uomo forte del Pd, ex ministro in tre governi (Renzi, Gentiloni, Letta) ha spiegato i motivi della legge che non limita in alcun modo la libertà di critica ad Israele. Ha detto: “L’antisemitismo ha una bimillenaria peculiarità tra le discriminazioni, indicativa della qualità della convivenza civile. Nella scorsa legislatura, da capogruppo alla Camera, mi sono impegnato per una legge contro l’omotransfobia: la destra obiettava che non servisse una legge specifica, mentre per noi era una emergenza. Quindi serve una legge contro l’antisemitismo che è un unicum. Non ci sono camionette e scorte per chi va in chiesa o in moschea, ma davanti alle Sinagoghe”.
I riformisti hanno concentrato tutto sulla definizione dell’Ihra (l’organismo internazionale che promuove l’educazione e il ricordo dell’Olocausto).
Spiega Delrio: “Il nucleo della legge è la difesa di cittadini italiani di origine ebraica cui è impedito indossare la Kippah (piccolo copricapo in velluto nero), parlare all’università, celebrare pubblicamente le feste religiose: non dimentichiamo cosa è accaduto a Sidney. Non so perché sia diventata così importante la definizione dell’Ihra che è già nell’ordinamento italiano, in quanto assunta dal governo Conte2 e dalla commissione Ue. Non capisco come si possa pensare che ciò limiti la libertà di critica peraltro salvaguardata espressamente dalla legge”.
Ora si profila la necessità di ricomporre il campo largo o con le primarie o con una figura salvifica. Ma soprattutto servirà rimettere in fila le priorità del programma in politica estera e difesa europea.