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L’Emilia-Romagna approva la legge sul fine vita, è la terza regione dopo Toscana e Sardegna

L’Emilia-Romagna ha approvato la legge sul suicidio medicalmente assistito. È la terza regione italiana, dopo Toscana e Sardegna, a disciplinare legalmente le procedure che attualizzano i principi fissati dalla Corte costituzionale. Un passo avanti ulteriore per l’associazione Luca Coscioni, che ne evidenzia il “successo” anche “a fronte della paralisi del Parlamento” sulla questione. Per il governatore Michele de Pascale, in assenza di una legge nazionale, la Regione ha scelto “lo strumento più forte, più trasparente e più pubblico”, cioè una legge regionale, per garantire un’applicazione uniforme dei principi fissati dalla Corte costituzionale e regole “più chiare, più trasparenti e con maggiori garanzie rispetto al passato”.

In seguito a un acceso confronto politico, l’assemblea legislativa emiliano-romagnola ha dato il via libera al progetto di legge presentato da Alleanza Verdi e Sinistra, Pd, Civici e Movimento 5 Stelle, con primo firmatario Paolo Trande (Avs). Hanno votato a favore Pd, Avs, Civici e M5s, mentre Fratelli d’Italia, Forza Italia, Lega e Rete Civica si sono opposti. L’obiettivo è quello di garantire procedure uniformi, tempi compatibili con le condizioni cliniche del paziente e pari accesso su tutto il territorio regionale.

Con il provvedimento viene istituita una Commissione di valutazione multidisciplinare, la CoVam, organizzata per Area vasta e chiamata a verificare la sussistenza dei requisiti previsti dalla giurisprudenza costituzionale. La commissione si avvarrà del parere non vincolante del Comitato regionale per l’etica clinica. La procedura sarà gratuita e dovrà assicurare che al paziente siano state illustrate tutte le alternative terapeutiche, comprese le cure palliative. Per il centrosinistra il provvedimento organizza sul piano sanitario un diritto già riconosciuto dalla Corte costituzionale, mentre il centrodestra ha parlato di una “fuga in avanti” della Regione su una materia di competenza statale.

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Silvia Di Pasquale