Leone XIV, il primo Papa elettore. Ha votato per posta, è iscritto alle liste di Chicago (dove non c'è gara) (foto Ansa-Blitzquotidiano)
Novità assoluta: Leone XIV è il primo Papa elettore della storia. Il Pontefice americano, iscritto alle liste elettorali di Chicago, ha deciso di partecipare al voto in America del”Midterm USA 2026”, le elezioni generali a metà del mandato presidenziale.
E da bravo americano ha votato per posta, anticipando le urne del 3 novembre da cui usciranno 36 nuovi governatori e, soprattutto, il probante test sul presidente Trump. Donald sta vivendo ore febbrili, impegnato a mascherare il suo evidente nervosismo e a respingere i dubbi emersi sula sua salute.
Al riguardo ha voluto rassicurare i suoi tuonando “sto perfettamente“. Sarà. In ogni caso non è riuscito a nascondere la sua preoccupazione per la scelta di votare di Papa Leone, consapevole che la partecipazione di Prevost al voto è per lui fonte di disagi.
Non è un mistero che Trump ha definito il Papa “debole“ sul fronte della criminalità e “terribile” in politica estera. Ora teme di pagarne il conto. Prevost ha un “peso” importante su molti suoi connazionali di confessione cattolica.
Immediato l’intervento della Santa Sede che attraverso la Sala Stampa ha spento ogni tentativo di strumentalizzazione del gesto agostiniano respingendo le accuse (“Lo ha fatto contro Trump”).
Secco il commento del Vaticano: ”Il Papa ha esercitato il proprio diritto come cittadino degli Stati Uniti ogni volta che ne ha avuto la possibilità“. E poi: ”Leone sostiene il diritto e il dovere dei cittadini di partecipare ai processi democratici“.
Il voto di Prevost è da un punto di vista strettamente elettorale, un gesto simbolico. Votare a New Lenox, il sobborgo di Chicago, dove è ancora nelle liste elettorali, significa non trovare sulla scheda praticamente nessuna vera contesa.
La candidata democratica al Senato, Juliana Stratton, ha ben oltre 10 punti di vantaggio nei sondaggi e il governatore democratico JB Pritzker si avvia al terzo mandato senza preoccupazioni.
Idem il deputato del distretto del Papa, Jonathan Jackson, figlio del leggendario pastore Jesse, che 2 anni fa ha vinto con oltre il 65%. Dunque tutte le cariche che Prevost si è trovato nella scheda sono saldamente nelle mani dei democratici. Questo aspetto, come è stato detto, “è parte della ragione per cui la scelta di Leone è considerata “rischiosa”.
A pochi giorni dalle elezioni del 3 novembre, oltre 43 milioni di americani hanno già votato in anticipo, quasi 10 milioni in più rispetto allo stesso momento del 2022. Va detto che questo aumento non rivela per chi gli americani hanno votato.
I sondaggi delle elezioni USA sono tutti puntati per capire se i democratici riusciranno a conquistare la maggioranza alla Camera e al Senato mettendo così un serio limite alla libertà di azione di Donald Trump nei suoi 2 ultimi anni alla Casa Bianca.