Politica

L’Europa è ancora cristiana? Il dibattito innescato dal viaggio di Papa Leone nella Francia plasmata da decenni di secolarizzazione

L’Europa è ancora cristiana? Se lo chiedono in tanti da quando Papa Leone è rientrato dal suo recente viaggio nella Francia plasmata da decenni di secolarizzazione. Il Pontefice ha esortato i fedeli a rendere “una gioiosa testimonianza del Vangelo”; ha spronato i cattolici francesi a rendere visibile la loro “presenza nella società”. Segno che anche Papa Prevost, come in precedenza aveva rimarcato Papa Benedetto XVI, ha certificato che le radici cristiane dell’Europa “non sono più così evidenti”, come scrive Olivier Roy docente all’Università di Firenze, in passato consulente del ministero degli Affari esteri francese e dell’Onu. Di qui le ragioni del dibattito in corso, la preoccupazione del Vaticano. Una domanda su tutte: cosa resta delle nostre radici religiose?

Il silenzio dei padri fondatori

All’epoca nessuno dei quattro padri fondatori – Schuman, De Gasperi, Adenauer, Monnet – si preoccupò di mettere nero su bianco ciò che era evidente. Cinquant’anni dopo, nel preambolo al progetto di Costituzione europea del 2004 (Secondo trattato di Roma) sono cominciate a circolare le prime voci a sostegno della necessità di inserire ufficialmente le “radici cristiane” nel testo in cantiere. Le pressioni, perlopiù cattoliche, furono notevoli, preoccupate di veder precipitare l’Europa cristiana in una nuova forma di paganesimo.

Un cambiamento epocale

Due eventi fondamentali degli ultimi 50 anni hanno cambiato volto (e anima) alla società europea: la secolarizzazione e l’arrivo dell’Islam. La prima ha innescato una massiccia scristianizzazione delle società europee, tanto sul piano religioso quanto su quello culturale (c’è stato il Maggio del ‘68); l’Islam arrivato nel cuore della Europa anche attraverso l’immigrazione, benché contrastato dai populismi che si sono mobilitati ancora prima della Chiesa cattolica. Ora assistiamo al “richiamo della fede”, ma anche a nuovi scenari come l’arrivo dei sacerdoti africani nelle parrocchie cattoliche, il crollo della pratica religiosa e delle vocazioni maschili (il numero delle suore ha superato quello dei monaci), la scomparsa della classe contadina, eccetera. Concludendo: l’Europa non è più al centro del cristianesimo. Ma il cristianesimo è al centro dell’Europa?

Published by
Enrico Pirondini