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L’Idf ha colpito un mezzo italiano dell’Unifil in Libano. Tajani: “Soldati italiani non si toccano”. Crosetto chiede intervento Onu

Un convoglio dell’Esercito italiano, composto da veicoli Lince, è stato fatto oggetto di colpi di avvertimento dalle forze israeliane a circa due chilometri dalla base di Shama, mentre si dirigeva verso Beirut. I colpi hanno interessato pneumatici e paraurti, senza provocare feriti, ma il convoglio ha interrotto il movimento e ha fatto rientro alla base. Il ministro della Difesa, Guido Crosetto, ha definito l’episodio “inaccettabile” e ha chiesto all’Onu di intervenire con urgenza presso le autorità israeliane per chiarire l’accaduto e garantire la sicurezza del contingente italiano.

Le reazioni politiche e diplomatiche all’incidente

L’ambasciatore israeliano in Italia è stato convocato alla Farnesina. Il ministro degli Esteri Antonio Tajani, intervenendo alla Camera, ha dichiarato: “I soldati italiani in Libano non si toccano. Le forze armate israeliane non hanno alcuna autorità per toccare i militari italiani”. L’episodio segna un salto qualitativo rispetto agli incidenti precedenti, spesso dovuti a fuoco incrociato o detriti di razzi intercettati, che avevano comunque colpito infrastrutture e mezzi senza feriti diretti.

Il contesto e la missione italiana in Libano

La stessa giornata ha visto un massiccio bombardamento israeliano su Beirut, Sidone e Tiro, con numerose vittime civili. L’Italia comanda la missione Unifil dal giugno scorso, con il generale Diodato Abagnara come Force Commander, e continua a chiedere una revisione delle regole d’ingaggio dei peacekeeper. La missione, prevista fino a fine 2026, si trova in un contesto di conflitto persistente, dove la tregua in Libano appare ormai assente.

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Filippo Limoncelli