L'Iran presenta una nuova proposta: via il blocco e riapertura di Hormuz, poi negoziati sul nucleare (foto Ansa) - Blitz Quotidiano
L’Iran ha presentato agli Stati Uniti una nuova proposta per la riapertura dello Stretto di Hormuz e per l’avvio di colloqui sul programma nucleare di Teheran in una fase successiva. A riportare la notizia è l’agenzia di stampa Axios. Secondo le fonti, la nuova proposta sarebbe stata presentata agli Stati Uniti tramite mediatori pakistani. “La diplomazia è in una fase di stallo e la leadership iraniana è divisa su quali concessioni sul nucleare debbano essere messe sul tavolo. La proposta iraniana aggirerebbe questo problema, puntando a un accordo più rapido”.
La proposta “si concentra sulla risoluzione della crisi relativa allo Stretto e al blocco statunitense”. “Come parte di questo accordo – spiega Axios – il cessate il fuoco verrebbe esteso per un lungo periodo oppure le parti si accorderebbero su una fine definitiva della guerra. Secondo la proposta, i negoziati sul nucleare inizierebbero solo in una fase successiva, dopo l’apertura dello stretto e la revoca del blocco”.
La proposta iraniana metterà fine allo stallo sui negoziati che al momento sono impantanati? Trump, in questi giorni è rimasto in una posizione d’attesa congelando la missione dell’inviato speciale Steve Witkoff e di Jared Kushner, suo genero e emissario: niente viaggio in Pakistan per incontrare il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi. “Inutile fare un volo di 18 ore per non concludere nulla” è stata la sintesi di Trump. Che ha poi aggiunto a Fox News: “Se vogliono parlare, possono venire da noi oppure possono chiamarci. Sapete, esiste il telefono. Abbiamo linee sicure e affidabili”. I paletti degli Stati Uniti, fino alla nuova proposta lanciata dall’Iran, sono noti: Teheran deve rinunciare al progetto di dotarsi di armi atomiche con lo Stretto di Hormuz che resterà sigillato dal blocco navale americano fino alla firma di un accordo. Trump ha anche aggiunto che “la guerra con l’Iran finirà molto presto, e ne usciremo nettamente vincitori”.
Per Trump il blocco di Hormuz impedisce all’Iran di incassare 500 milioni di dollari al giorno con il petrolio iraniano che si accumula e che non riesce ad essere importato. L’Iran, a causa del blocco, ha “grandi quantità di greggio [che] continuano ad accumularsi nel sistema, ma le linee sono ferme perché non si possono utilizzare navi o container. Il sistema, a livello meccanico o nel sottosuolo, semplicemente esplode. Hanno 3 giorni per evitare una rottura o un’esplosione che potrebbe danneggiare il sistema in modo permanente. È impossibile ricostruirlo e ripristinarlo in maniera integrale, potrebbero arrivare al 50% della capacità attuale. Gli iraniani sono sotto pressione”.
L’Iran fino a questo momento non ha ceduto e non ha voluto sedersi al tavolo di nuovo. Teheran non sembrerebbe essere più interessata a un accordo con gli Stati Uniti che preveda limitazioni al suo programma nucleare, riferisce l’agenzia Tasnim, tradizionalmente vicina ai Pasdaran e all’anima militare del paese. La Repubblica islamica indica come priorità la questione dello Stretto di Hormuz, l’allentamento delle sanzioni, il risarcimento dei danni e la revoca del blocco navale statunitense. Solo in un secondo momento, secondo le fonti iraniane, l’arricchimento dell’uranio diventerebbe un tema da discutere con Washington.
Come se non bastasse, l’Iran non sembra apprezzare lo sforzo del Pakistan come mediatore. ”Il Pakistan è un buon vicino e un buon amico ma non è un mediatore adatto per i negoziati e manca della credibilità necessaria. Tiene sempre in considerazione gli interessi di Trump”, scrive su X Ebrahim Rezaei, portavoce del Comitato di Sicurezza Nazionale iraniano.
Teheran sta cambiando approccio diplomatico e si muove su più tavoli con le missioni e i contatti affidati al ministro degli Esteri. Dopo le tappe in Pakistan e Oman, il numero 1 della diplomazia vola in Russia per incontrare Vladimir Putin nell’ambito di una visita durante la quale farà il punto sulla crisi. Araghchi discuterà con “i responsabili russi della situazione più recente dei negoziati, del cessate il fuoco e degli sviluppi correlati”, e presenterà “un resoconto dei colloqui” alle autorità di Mosca, spiega l’agenzia Isna.