Politica

L’Italia fuori dai Mondiali diventa un caso politico, Lega e Fratelli d’Italia chiedono le dimissioni di Gravina. La Russa sbotta: “A tutto c’è un limite”

La disfatta dell’Italia del calcio, esclusa dal Mondiali per la terza edizione consecutiva dopo il ko ai rigori contro la Bosnia, è diventato anche un caso politico. Salvatore Caiata di Fratelli d’Italia alla Camera ha chiesto un’informativa al ministro dello sport Abodi sul “fallimento del calcio italiano”. Il deputato di FdI ha chiesto le dimissioni del presidente della Figc, Gabriele Gravina. Marco Grimaldi di Alleanza verdi e Sinistra ha replicato dicendo: “Non credo che con questo tipo di interventi assolviamo la nostra funzione e anche il futuro del nostro calcio”. Dalla richiesta di Caiata si è dissociato anche Mauro Berruto del Partito Democratico, chiedendo che l’informativa di Abodi riguardi le ragioni che hanno portato all’eliminazione dell’Italia e non le dimissioni di Gravina. Anche la Lega ha chiesto le dimissioni del numero uno della Figc auspicandosi che venga fatta una “riforma totale del calcio che è proprietà dei tifosi e non del presidente della Figc”.

La Russa sbotta: “Non andiamo ai Mondiali. A tutto c’è un limite”

A sbottare è stato anche Ignazio La Russa che ha dichiarato che “a tutto c’è un limite”. Questo il suo post su X: “Non andiamo ai Mondiali. Abbiamo tifato, abbiamo sperato, abbiamo inveito contro un paio di decisioni arbitrali discutibili, ci siamo persino stupiti che incredibilmente abbiano mandato il più giovane a tirare il PRIMO rigore (lo ha deciso Gattuso o forse un Bonucci presuntuoso?). Ma a ripensarci bene, in cuor nostro lo temevamo o meglio lo sapevamo. Ridire adesso come la pensiamo – e non da oggi – sarebbe inutile più che ingeneroso. Ma a tutto c’è un limite”.

Abodi e Gravina (foto Ansa) – Blitz Quotidiano

Critiche a Gravina anche dal mondo dello sport

Contro il presidente della Figc Gravina sono piovute pesanti critiche anche da parte degli sportivi delle altre discipline dopo le dichiarazioni in cui aveva parlato del calcio come sport professionistico che si differenzia da quelli dilettantistici. E anche una leggenda del pallone come Dino Zoff ha preso posizione: “Non è sfortuna, c’è qualche cosa che non va” nel calcio italiano.

 

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Lorenzo Briotti