Politica

Maria Teresa Giaffrida, insulti sessisti alla giornalista che ha attaccato Vannacci: “Torna a lavare i piatti”. “Hai una bocca bellissima”

Dopo aver criticato il generale Vannacci, la giornalista salentina collaboratrice di Quotidiano di Puglia, Maria Teresa Giaffreda, è stata ricoperta di insulti sui social. In tanti le hanno scritto invitandola a “lavare i piatti, la politica non è per te” e l’hanno accusata di essere “bella ma ignorante”. Ben più pesanti anche gli insulti sessisti ricevuti, come “hai una bellissima bocca” e “sei solo una bella donna… poi niente”.

Tutto è partito da un’analisi social che Giaffreda ha dedicato all’ex generale che è stato descritto come un “semplificatore” che ha cavalcato con il suo estremismo un malessere sociale già esistente, “intercettato attraverso un programma politico che è senza alcun fondamento” che “riduce tutto ai gay e ai migranti”. Il post è stato visto da migliaia di utenti ed ha scatenato una reazione violenta sui social.

Quanto accaduto è stato poi raccontato dalla stessa Giaffreda in un altro post: “Il mio video ha sollevato un polverone e non solo per le visualizzazioni ma soprattutto per i messaggi d’odio che ho ricevuto. Non mi riferisco alle offese generiche, di quelle ne ho ricevute a fiumi ma francamente non mi toccano, e non si tratta neanche di chi ha idee politiche diverse dalle mie. Il sano confronto è sempre ben accetto”. Quello finito sotto accusa, ha detto la giornalista, sono le “minacce e i messaggi sessisti legati al mio aspetto fisico e al mio essere donna in quanto tale”.

Foto Facebook

Giaffreda ha accusato Vannacci di fare propaganda su quote rosa e femminicidio stimolando in questo modo gli utenti ad attaccare le donne su temi “a tutela delle donne che lui vorrebbe cancellare con un colpo di spugna”.  Da qui l’invito a riflettere sul fatto che “se lo stesso video lo avesse realizzato un giornalista uomo, non avrebbe mai ricevuto contenuti ostili di questo tipo. Noi donne abbiamo fortemente bisogno di un assetto giuridico, su più fronti, che ci tuteli da ogni forma di violenza”.

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Lorenzo Briotti