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Mattarella contro i no vax: “L’opposizione ai vaccini è uno dei sintomi più sconcertanti”

Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella torna a difendere il Servizio sanitario nazionale e richiama le istituzioni alla responsabilità di garantire a tutti i cittadini il diritto costituzionale alla salute. Intervenendo all’evento annuale I Giorni della Ricerca, nel salone dei Corazzieri al Quirinale, davanti ai ministri Anna Maria Bernini e Orazio Schillaci, il capo dello Stato ha sottolineato i progressi della ricerca oncologica e l’importanza di contrastare disinformazione e pregiudizi.

“Il cancro può essere vinto”, ha affermato Mattarella, ricordando come oggi in Italia circa tre milioni e mezzo di persone possano “vivono appieno” dopo una diagnosi oncologica. Risultati che dimostrano il valore della ricerca scientifica e contribuiscono a superare lo stigma legato alla malattia. Tuttavia, davanti a questi progressi, il presidente ha evidenziato “risaltano talune stridenti contraddizioni”, indicando nelle “credenze irrazionali e fake news distruttive” un ostacolo alla corretta informazione e alla tutela della salute pubblica.

L’attacco ai no vax

Il richiamo di Mattarella riguarda in particolare le posizioni contrarie alle vaccinazioni e la diffusione di informazioni prive di fondamento scientifico. “L’opposizione pregiudiziale ai vaccini è uno dei sintomi più sconcertanti – avverte Mattarella – Quando ci troviamo davanti a fatti dolorosi di cronaca, con adulti o bambini che rischiano o addirittura perdono la vita che avrebbero potuto facilmente difendere, si avverte l’esigenza di contrastare l’opera di chi cerca di avvelenarne l’opinione”.

Le parole del capo dello Stato arrivano in un momento di acceso dibattito sul tema dei vaccini, dopo l’approvazione alla Camera dell’articolo 8 del disegno di legge sulle professioni sanitarie, che apre alla possibilità di reintegrare medici radiati durante la pandemia per posizioni contrarie alle vaccinazioni. Mattarella ha inoltre ricordato la collaborazione internazionale durante il Covid, che ha permesso di sviluppare “difese efficaci”. A preoccupare sono anche i conflitti e le nuove barriere alla cooperazione scientifica, che possono compromettere la capacità di contrastare le epidemie e prevenire future pandemie.

Sanità, Mattarella chiede di colmare le disuguaglianze

La difesa della scienza si accompagna all’appello per ridurre le disparità nell’accesso alle cure. “Il lavoro della ricerca non deve fermarsi, non si ferma mai”. L’Italia presenta un tasso di mortalità più basso rispetto ad altri partner europei, ma questo risultato, secondo il presidente, “non ci esenta dalla responsabilità di migliorare questi dati, sempre”.

Mattarella ha quindi chiesto alle istituzioni e al governo di intensificare gli sforzi per garantire servizi sanitari e prevenzione in modo più uniforme sul territorio nazionale. “Non è possibile accettare che ci siano disparità territoriali, tali da ridurre in alcune aree o regioni le possibilità di accesso agli screening e ai servizi sanitari”, ha dichiarato, sottolineando anche come le difficoltà economiche non debbano diventare un impedimento alle cure.

Il messaggio è netto: “Il diritto alla salute è un diritto di tutti, è un diritto pieno di cittadinanza”. E ancora: “È responsabilità di tutte le istituzioni e dell’intera società adoperarsi per annullare le distanze che sussistono”. Il presidente ha infine richiamato il problema della mobilità sanitaria, con tanti pazienti oncologici costretti a spostarsi dal Sud verso il Centro-Nord. Le diagnosi tempestive, ha ribadito, sono fondamentali per aumentare le possibilità di guarigione: nessuno deve essere escluso dalla prevenzione e dalle cure.

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Filippo Limoncelli