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Medici no vax reintegrati, l’Ordine contro Fdi: “Sconcertati, amareggiati e delusi, un affronto alle vittime”

Nella giornata di ieri il Parlamento ha approvato un emendamento di Fratelli d’Italia al disegno di legge delega sulla Riforma delle Professioni sanitarie, che apre a una reiscrizione all’Albo per i medici radiati a causa di “fatti non dolosi connessi alla pandemia”, ad esempio per la diffusione di teorie antiscientifiche sui vaccini. La norma approvata ha riacceso lo scontro con l’opposizione che, compatta, grida “vergogna” contro il “reintegro di personale sanitario No vax”, ma anche con la Federazione dell’ordine dei medici che punta il dito contro “un’ingerenza ingiustificata”.

L’emendamento, a prima firma Alice Buonguerrieri, non prevede un reintegro automatico, ma consente di presentare un’istanza di reiscrizione in una finestra temporale di 60 giorni dall’entrata in vigore della legge, nei casi in cui sia ancora pendente il ricorso davanti alla Commissione centrale per gli esercenti le professioni sanitarie (Cceps). Nel caso in cui la radiazione sia conseguenza di una condanna penale, la richiesta potrà essere avanzata solo dopo riabilitazione.

L’ordine dei medici, ricordano i deputati del Movimento 5 Stelle, “infligge la radiazione solo in casi di eccezionale gravità legata a credenze antiscientifiche che arrecano danno ai pazienti. Ci opporremo a qualsiasi colpo di spugna”. Buonguerrieri, a nome di FdI, “rivendica la volontà di mettere fine a questa persecuzione e ripristinare la vera libertà dei sanitari di operare in scienza e coscienza”.

Foto Ansa

Ordine dei Medici: “Siamo sconcertati, amareggiati e delusi”

Parla di una “delegittimazione di chi è preposto a difendere il Codice deontologico” la Federazione nazionale degli Ordini dei Medici: “Siamo sconcertati, amareggiati e delusi. Aprire una finestra per la reiscrizione immediata dei medici e degli operatori sanitari che hanno diffuso terapie antiscientifiche durante il Covid è una delegittimazione del ruolo degli Ordini professionali. Ed è un affronto alle vittime e a tutti i professionisti della salute che hanno sacrificato la loro vita per continuare a curare”. A dirlo è il presidente della Fnomceo, la Federazione nazionale degli Ordini dei Medici (Fnomceo) Filippo Anelli.

 

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Lorenzo Briotti