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Meloni chiese a Piantedosi di stroncare la relazione con la Conte. E Salvini punta al Viminale in caso di rimpasto

La relazione tra la giornalista Claudia Conte e il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi è diventato rapidamente un caso politico. Giorgia Meloni, nella giornata di ieri ne ha chiesto conto allo stesso ministro dell’Interno al termine di una riunione su sicurezza e migranti già fissata. Per molti, malgrado le rassicurazioni del ministro, resta “una polpetta avvelenata”, un caso  considerato molto delicato all’interno del governo dato che la Conte ha ricoperto vari incarichi, in questi mesi vari, legati per la maggior parte al Viminale.

Per la Lega in caso di rimpasto, Salvini dovrebbe andare al Viminale

Piantedosi nelle scorse ore ha anche incontrato Matteo Salvini. Tra i due c’è totale sintonia, assicurano fonti della Lega, che da giorni ha questa linea: non chiediamo niente, ma se gli alleati dovessero aprire riflessioni sulla squadra di governo, per noi la priorità sarebbe il Viminale. Un’opzione – si rimarca nel partito -, che in queste ore la Lega non rilancia nemmeno informalmente proprio per rispetto di Piantedosi e per evitare ricostruzioni maliziose.

Giorgia Meloni con Matteo Piantedosi (foto Ansa) – Blitz Quotidiano

Meloni chiese a Piantedosi di stroncare la relazione con la Conte

Il perché sia una situazione scivolosa per il governo lo spiega il fatto che il ministro, 62 anni, sia sposato con Paola Berardino, prefetto di Grosseto. Ed anche perché la Conte ha avuto ed ha tuttora degli incarichi politici. Piantedosi al momento preferisce il silenzio per non alimentare speculazioni. Chi gli ha parlato lo descrive molto colpito dalla situazione. “Mi sento sotto un treno”, avrebbe detto. La relazione, si racconta, sarebbe stata nota da tempo ai piani alti del governo, e sarebbe stato consigliato al ministro di troncarla dalla stessa premier in persona, anche perché è considerato “pericoloso” il profilo della donna, che avrebbe cercato sponde in vari ministeri.

Intanto spuntano notizie come la nomina di Conte, a febbraio, come collaboratrice, “con incarico a tempo parziale e a titolo gratuito”, della commissione parlamentare di inchiesta sulle periferie. Ma anche, rivela il Domani, a giugno 2024 un incarico nella scuola di perfezionamento per le forze di polizia, che fa capo proprio al ministero Viminale. Fonti del ministero, riferisce il Domani, sostengono che Piantedosi nulla sapeva di questo contratto.

 

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Lorenzo Briotti