Meloni non chiude alla presenza italiana in Groenlandia: "Valuteremo, ma con la Nato" (foto Ansa) - Blitz Quotidiano
Una presenza italiana in Groenlandia si potrà valutare, ma nella cornice Nato senza l’idea di muoversi con “intenti divisivi” rispetto agli Usa di Donald Trump che sì, ha metodi “assertivi” ma non tanto da arrivare a “un intervento militare di terra”. Giorgia Meloni spiega la sua linea sull’Artico in chiusura della sua visita a Tokyo, dove ha trovato un “alleato affine” che è sempre meglio avere in un contesto internazionale in cui le “certezze diminuiscono” ogni giorno di più.
Con Sanae Takaichi è scattata “una sintonia immediata, avete visto”, dice la premier ai cronisti convocati all’ambasciata italiana, dove incontra anche oltre una dozzina di vertici delle principali aziende giapponesi prima di lasciare la capitale nipponica alla volta di Seul, ultima tappa della sua missione in Asia.
Il bilancio della terza visita in Giappone è molto positivo per la premier, che si definisce “esperta” anche di K-pop – grazie alla figlia Ginevra, che la sta seguendo in questa settimana lontana da Roma. E ha ricevuto dalla sua omologa non solo auguri e torta di compleanno ma pure i “complimenti” per la bravura nell’usare le bacchette a tavola. Quello che chiama “il lato umano” delle relazioni internazionali, che “male non fa” per stringere rapporti in “altri quadranti” geopolitici, come quello dell’Indopacifico, fermo restando che “i riferimenti” sono l’Unione europea e gli Stati Uniti.
E non come “volontà divisiva” dall’altra sponda dell’Atlantico vanno interpretate, secondo la premier, la scelte di alcuni Paesi europei che già hanno annunciato la partecipazione alla missione Artic Endurance. Così come non si possono leggere le “preoccupazioni” sul commercio condivise con la prima ministra giapponese nella dichiarazione congiunta come riferite all’alleato americano, puntualizza la premier ribadendo – nelle ore in cui Trump minaccia però nuovi dazi a chi lo dovesse ostacolare sulla Groenlandia – la sua “contrarietà” a “barriere tariffarie alzate tra alleati”.
Per l’Artico si tratta invece di “assumersi le proprie responsabilità”, su un’area che finora “siamo onesti, è stata sottovalutata”. E’ quindi il momento di “un impegno maggiore di tutti gli alleati”, ma in ambito Nato, che “ha già scritto che l’Artico è strategico”. E’ in questo contesto che bisogna muoversi, anche per “non andare in ordine sparso”. Si tratta insomma di una questione “politica e politicamente verrà risolta”, sottolinea Meloni ribadendo di considerare “molto difficile un intervento di terra militare”.