Politica

Migranti e sicurezza: da Ceuta a Palazzo Chigi esplode la polemica d’agosto

È vero che durante il weekend di Ferragosto non c’è stato un altro sbarco dei settantamila a Ceuta, però è fuor dubbio che in quella striscia di territorio a ridosso della Spagna la situazione diventa ogni giorno sempre più drammatica. I diecimila irriducibili che non sono voluti tornare per nessuna ragione  al mondo in Marocco vivono ore sempre più difficili al limite della sopportazione umana. Il caldo in quella spiaggia è insopportabile, il cibo scarseggia, non c’è acqua che basti per dissetare quella gente e quegli oltre milla minori che
non hanno un familiare che li accompagni. Allora, ecco le ruberie, le violenze contro chi ha da mangiare in casa e fuori.  Si parla di stupri, di rapine anche piccole, di ogni tipo di sopraffazione che non si ferma perchè non sono pochi coloro i quali sono al limite del collasso.

Invece di far fronte ad una situazione del genere che potrebbe esplodere da un momento all’altro, il premier Pedro Sanchez se ne resta in ferie alle Canarie, i suoi fedelissimi all’interno dell’esecutivo si preoccupano del trattato di Schengen e della violazione italiana. Di quei poveretti che sotto il sole cocente
sbraitano e organizzano piccole manifestazioni di protesta non ci sono
che aiuti sporadici che soddisfano una piccola minoranza. Degli errori della Spagna di Madrid e Barcellona ne parlano minimamente. Ad esempio, perchè non si ricorda il momento in cui Sanchez ha regolarizzato cinquecentomila irregolari che già vivevano in quel Paese? Possibile non si sia reso conto che in questo modo altre migliaia di persone avrebbero scelto quel territorio il giorno in cui avrebbero voluto lasciare il Marocco?

I commentatori più autorevoli ritengono che  ogni mossa sia frutto di una campagna elettorale non lontana, così come non è lontana nemmeno in Italia. Forse allora pure nel nostro paese si sono chiusi i confini per ottenere più voti il giorno delle politiche? Ecco, dunque, nascere un altro scontro fra destra e sinistra. Gli uni sostengono che la decisione è stata presa per evitare che i più sconsiderati potessero oltrepassare i confini e giungere in Italia. Con quali intenzioni? Già, la sicurezza  non premia il governo Meloni. La minoranza pensa che se in Italia la malvivenza (in specie quella minorile) è aumentata ciò si deve alla carenza di organico nelle forze dell’ordine che reggono a fatica l’offensiva di quanti vogliono violare la legge, magari per non lavorare e avere anche qualche soldo in tasca.

Nella sua conferenza stampa di Ferragosto, il ministro Piantedosi, numeri alla mano, ha dimostrato come in Italia i reati più gravi siano diminuiti. Ciò non toglie che bisogna fare di più perchè la cronaca quotidiana ci riporta quasi giornalmente fatti che fanno tremare chi lì legge. L’ultimo è dell’altro ieri, avvenuto nella fascia jonica del cosentino, dove una donna è stata ferita mortalmente dal suo compagno che ha poi lasciato il cadavere dinanzi ad un ospedale.

Ma la polemica non accenna a diminuire: si accusa la Spagna di aver spalancato le porte del Paese senza criterio, avrebbe dovuto migliorare la propria gestione del flusso migratorio. Si replica ricordando che cosa succedeva a Lampedusa qualche tempo fa. Invece che tentare, tutti insieme, di risolvere questo drammatico problema, si cerca di colpevolizzare chi non è lontano dalla tua terra. Fra nazioni straniere ed anche tra gli stessi italiani. C’è, ad esempio, chi, di fronte al caldo torrido di questo agosto, se la prende con Giorgia Meloni. Si crepa, non se ne può più, ma anche in questo caso (ricorda
un esponente di spicco dell’ultra sinistra) la colpa è di Palazzo Chigi.

Il caso Ranucci-Lavitola divide il mondo politico. ” L’invincibile Sigfrido non deve più condurre una trasmissione come Report” afferma la maggioranza.”Si vuole distruggere il giornalismo d’inchiesta”, si replica piccati. Per fortuna, uscendo di casa si può gioire leggendo i miracoli dei nostri azzurri di atletica e del nuoto. “Eccola la bella Italia”,  scrive a tutta pagina un giornale sportivo. Che facciamo? Chiudiamo la finestra della politica? Sarebbe la fine di un dibattito su cui si fonda la nostra democrazia.

Published by
Bruno Tucci