Politica

Missili su gas e petrolio. Trema già il taglio alle accise voluto dal governo per mettere un freno al caro benzina

Medioriente in fiamme. Missili su gas e petrolio. Colpito un importante giacimento in Iran, volano le quotazioni del greggio. Conseguenze in casa nostra: trema già il taglio alle accise, misure a tempo volute dal Consiglio dei Ministri per frenare i rincari del carburante. Il governo ha messo un freno al caro benzina, subito giù 25 centesimi al litro. Misure di sostegno per 1 miliardo di euro a tempo determinato: 20 giorni. La sforbiciata al caro carburanti è intervenuta direttamente sulla componente fiscale del prezzo alla pompa. Va detto che la misura ha carattere sperimentale e comporta un impatto significativo sui conti pubblici, circa 2,2 miliardi di litri; il costo per lo Stato è nell’ordine di 500 milioni di euro. Per il gasolio di Tir e Pescherecci è arrivato il credito di imposta, una agevolazione riservata alle imprese con sede o stabile organizzazione in Italia che utilizzano veicoli di categoria Euro 5 o superiori incentivando così anche il mantenimento di flotte a minor impatto ambientale.

Il regime degli Ayatollah resiste ai colpi

Al netto delle speranze degli Stati Uniti e di Israele, la Repubblica Islamica non cade. Resta in piedi perché convivono paura della repressione e sentimento nazionale. La forza militare del regime non sembra intaccata. È certo un senso di disorientamento anche tra coloro che speravano nella caduta del regime e che ora si ritrovano bersaglio di un massiccio attacco su larga scala che non risparmia nemmeno i civili. La Repubblica Islamica continua ad avere una base di consenso che, seppur andata diminuendo gradualmente, ha pur sempre un 15/20% di consensi.  Così pare. Se la guerra dovesse andare avanti si potrebbe immaginare che subentri una popolazione ricompattata. È probabile che quando il conflitto terminerà, il regime dovrà trasformarsi pur restando pericoloso nelle intenzioni, ma meno nelle capacità militari.

Missili su gas e petrolio. Trema già il taglio alle accise voluto dal governo per mettere un freno al caro benzina (Fonte Ansa) – Blitz Quotidiano

Chi comanda a Teheran

Dopo la decapitazione della leadership, il potere si è spostato verso i pasdaran. Oggi la figura dominante è il generale Vahidi che guida la controffensiva. Ma la guida suprema resta indebolita. Il successore di Khamenei non ha ancora le redini in mano, nominato da poco, appare fragile oltre che’ ferito e poco visibile. In buona sostanza: non sembra ancora in grado di controllare un sistema complesso come quello iraniano.

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Enrico Pirondini