Moschea a Mestre, Susanna Ceccardi: "Ha vinto il centrodestra, non si fa". A proposito di valori occidentali... (foto Ansa-Blitzquotidiano)
Mentre la comunità bengalese di Venezia si prepara ad incrociare le braccia – lo sciopero come forma clamorosa di protesta di fronte alle promesse disattese sulla costruzione di una moschea a Mestre – il governo di centrodestra della città adduce giustificazioni sfacciatamente pretestuose.
“Abbiamo vinto noi”, rassegnatevi perché la moschea non si fa: le parole della pasionaria leghista Susanna Ceccardi hanno almeno il merito di non nascondercisi dietro, mostrando, come ha giustamente rilevato l’ex sindaco Massimo Cacciari, la natura tutta ideologica e punitiva dell’ostracismo alla moschea.
“Macché urbanistica, è solo ideologia. Il sindaco rispetti la Costituzione, l’integrazione non si basa sui vestiti”, predica Cacciari, il sospetto è che lo faccia nel deserto.
Sentiamo Ceccardi. “Erano già tutti belli convinti: a Venezia faremo la grande moschea, candidiamo i bengalesi della comunità islamica nel Pd, perché tanto vince il Pd. Invece no: ha vinto il centrodestra, ha vinto la Lega e a Venezia la moschea non si fa”.
In merito alle minacce di sciopero della comunità bengalese, Ceccardi è ancora più drastica, alla faccia di una tolleranza religiosa che non sembra più di moda in chi sbandiera e rivendica i cosiddetti valori della democrazia occidentale che evidentemente non condivide.
“Voi li avete voluti in Italia e oggi imporranno le loro regole, imporranno la loro cultura, la sottomissione delle donne, la sharia, le moschee in tutta Italia, anche a Venezia. È questo che vogliono fare. Ed è per questo che noi ci ribelliamo. Bravo il sindaco appoggiato dalla Lega a Venezia, che la grande moschea alle loro regole non la vuole. Ha tutto il nostro supporto”.