NATO e rischio nucleare, l’allarme sulle esercitazioni militari e le tensioni con la Russia (foto ANSA) - Blitz quotidiano
Il delirio continua. Le proposte di accordi fatte da Putin nel recente forum dell’1 ottobre a Valdai, vicino Mosca, non solo vengono bellamente e irresponsabilmente ignorate, ma si risponde in modo provocatorio: con esercitazioni della NATO di bombardamenti con bombe atomiche! Esercitazioni per giunta nascoste al parlamento. Helmut Kohl quando era cancelliere della Germania vietò la partecipazione a questo tipo di “allenamenti” per non esporre i tedeschi al catastrofico rischio nucleare. Ma andiamo per ordine.
Ecco cosa ha dichiarato in particolare Putin al forum di Valdai rispondendo anche a una domanda del giornalista italiano Lorenzo Pacini: “Il nostro unico auspicio è costruire e cooperare. Non poniamo alcun prerequisito per la ripresa e il ripristino delle relazioni con l’Europa nel suo complesso. È inammissibile che a un singolo Paese europeo sia precluso di strutturare un dialogo con la Russia. Si tratta di un diktat persino superiore a quello vigente ai tempi dell’Unione Sovietica”.
[Chi volesse saperne di più sul discorso di Putin può cliccare sul seguente link: https://www.vietnam.vn/it/loat-thong-diep-dang-chu-y-cua-ong-putin-tai-dien-dan-valdai . Chi invece volesse ascoltare l’intero discorso può vederlo nel video https://www.youtube.com/watch?v=RhAuix0uml0]
L’offerta di dialogo e accordi politici e commerciali non solo è caduta nel vuoto, taciuta da politici e giornali, ma è stata anche derisa col delirio ormai atomico, sempre più allucinante e sempre più drammaticamente pericoloso, anche sulle nostra teste. I cieli italiani dal 13 ottobre sono infatti al centro delle esercitazioni aeree dei 17 Paesi della NATO per bombardamenti con ordigni atomici di potenza tra i 20 chilotoni, pari al doppio della bomba sganciata su Hiroshima il 6 agosto 1945, e i 400 chilotoni, pari 400 mila tonnellate di tritolo e a 40 volte la bomba di Hiroshima. Si tratta di nuove bombe atomiche di tipo planante: anziché essere sganciate e cadere in verticale “come corpo morto cade” questi nuovi ordigni possono planare fino a aggiungere obbiettivi lontani anche decine di chilometri.
Le esercitazioni ovviamente prevedono lo sgancio delle atomiche su territorio europeo per colpire forze militari russe. Ma altrettanto ovviamente la Russia non si limiterebbe a guardare, è certo che risponderebbe adeguatamente. Fine dell’Europa, Italia compresa. Il nostro ministro della Difesa Guido Crosetto per giustificare l’ingiustificabile ci ha tenuto a dichiarare anche lui, come quasi tutti i responsabili politici europei, che “PUTIN NON SI FERMERA’ A KIEV”.
Ho letto sui giornali e ascoltato in video il discorso fatto il 12 ottobre a Varsavia nel corso del Warsaw Security Forum dal generale statunitense della US Air Force Alexus Grynkewich, comandante supremo delle forze alleate in Europa (SACEUR) e capo del Comando europeo degli Stati Uniti. Il titolo era “strategia della vittoria”. Un mio amico che pure ha seguito in video il discorso mi ha scritto quanto segue: “Sembrava di vedere , e ascoltare, la scena del film di Alberto Sordi dove fa l’allenatore di calcio che spiega la strategia della squadra. Nel film qualcuno interrompe il suo fervore domandadogli: ” Ma la squadra avversaria cosa farà?”. Sordi cade dal suo fervore attonito e, dopo una pausa di costernazione, risponde: “squadra avversaria? Chi se ne frega!”. Ecco così siamo messi in Europa. Chi se ne frega della squadra avversaria!”.
Per giustificare l’ingiustificabile si arriva a provocare la Russia in modo sfacciato e irresponsabile, dandole però sempre la colpa di dichiarare che certe provocazioni avrebbero la risposta che meritano, come è naturale e inevitabile che sia. Dichiarazioni ovvie, scontate, ma sempre bollate come “minacce”. Il caso forse più grottesco sono state le recenti esercitazioni, sempre della Nato, di isolamento di Kaliningrad, l’enclave russa affacciata sul mar Baltico e separata dal territorio russo dalla Polonia a a sud e dalla Lituania a est e a nord. Cosa diremmo se i russi o i cinesi conducessero un’esercitazione militare circondando totalmente l’isola d’Elba o la Sicilia per essere preparati a separarla dall’Italia? La Russia a Kaliningrad ha un grande aeroporto militare, che anni fa ho avuto modo di vedere dall’esterno, ed è ovvio che, essendo una sua punta avanzata in Europa, vi siano dislocate bombe atomiche. Naturale quindi che Putin abbia dichiarato che in caso di attacco a Kaliningrad “risponderemmo con tutte le armi possibili, bombe atomiche comprese”.
Il non disinteressato delirio continua non solo con Crosetto, ma con il coro alimentato dall’ossessione assolutamente priva di basi – e vedremo i due principali motivi del perché è priva di basi – che “la Russia vuole invadere l’Europa” – anzi “sta per invaderla” – al più tardi “entro il 2030” assicura in particolare l’ex primo ministro inglese Keir Starmer. Invasione che quasi tutti i leader europei danno per certa una volta che l’Ucraina si sia arresa. Il commissario alla difesa della UE, il lituano Andrius Kubilius, insiste sulla tesi del test e ha già fissato la data dell’invasione: entro tre anni. Non si capisce però perché un Paese che prepara un’invasione tra tre anni debba essere così stupido da testare oggi con i sorvoli di droni, immancabilmente attributi ai russi anche quando poi si scopre che non sono russi, la capacità di reazione del Paese o dei Paesi da invadere, mettendoli così in grado di migliorare per tre anni di fila la propria difesa.
L’11 dicembre dell’anno scorso il segretario generale della NATO Mark Rutte ha dichiarato senza arrossire: “Siamo il prossimo obiettivo di Mosca, e siamo già in pericolo. Quando sono diventato segretario generale della Nato l’anno scorso, ho avvertito che ciò che sta accadendo in Ucraina potrebbe accadere anche ai Paesi alleati, e che dobbiamo passare a una mentalità da tempo di guerra. Temo che troppi siano silenziosamente compiacenti. Troppi non avvertono l’urgenza e troppi credono che il tempo sia dalla nostra parte. Non lo è, il momento di agire è adesso”.
Ed ecco che nelle scuole italiane i militari cominciano a entrare in visita per fare discorsi che vogliono convincere gli studenti ad arruolarsi. Visto che le prospettive di lavoro in Italia sono grame, tanto che non pochi giovani vanno a cercarselo all’estero, arruolarsi può essere una tentazione.
È certamente vero che la Russia nel febbraio 2022 ha invaso l’Ucraina, con una guerra sempre più sanguinosa che dura ormai da quattro anni e mezzo. E’ stata la reazione alla minaccia dell’ingresso dell’Ucraina nella NATO con inevitabile dislocamento di missili con testate nucleari di fatto a immediato ridosso del confine russo. Papa Francesco questo programma di ingresso dell’Ucraina nella NATO l’ha definito “andare ad abbaiare davanti alla porta di casa della Russia”. Dalla dissoluzione dell’Unione Sovietica nel dicembre del 1991, i rapporti con l’Ucraina sono andati deteriorandosi, nonostante che nella regione orientale del Donbass l’Ucraina ha una grande minoranza russa, tanto da avere avuto il russo come seconda lingua nazionale. I russi si sono legittimamente ripreso la Crimea, che l’ucraino Nikita Krushev diventato capo dell’Unione Sovietica aveva regalato all’Ucraina dopo la morte di Stalin. E gli ucraini hanno iniziato la guerra civile contro il Donbass utilizzando bande armate appositamente create perché l’esercito, con molti militari natie cresciuti nel Donbass, non se la sentiva di fare la guerra ai russi del Donbass. I vari tentativi di risolvere pacificamente i problemi tra Russia e Ucraina non hanno sortito effetti e l’ex cancelliere tedesco Angela Merkel ha spiegato con chiarezze il perché: “Di fatto la NATO e gli USA volevano solo guadagnare tempo per armare e addestrare il più possibile l’Ucraina per metterla in condizione di iniziare una guerra con la Russia”.
È vero che la Russia ha invaso l’Ucraina, ma a conti fatti ha imitato gli USA quando hanno addestrato gli esuli cubani per invadere Cuba e porre così fine al progetto dell’Unione Sovietica di creare basi dotate di missili con testate atomiche. L’invasione degli esuli è fallita, ma è riuscita l’invasione di Grenada il 25 ottobre 1983 perché da qualche mese c’era un governo giudicato agli USA comunista e filo cubano. Governo pertanto abbattuto armi alla mano e sostituito da uno gradito alla Casa Bianca. Azione imitata su scala molto più grande dalla Russia con l’Ucraina. E non parliamo poi dell’invasione colonialista del Vietnam nel 1964, con una guerra durata ben nove anni, fino al 1973, con oltre due milioni di vittime vietnamite a fronte di appena 58.220 morti tra i militari USA.
I due motivi:
1) L’Europa non ha ricchezze minerali, non dispone di risorse naturali: non ha miniere di metalli preziosi, non ha miniere di uranio, il suo sottosuolo non ha gas, non ha petrolio o molto poco, non ha giacimenti di “terre rare”, oggi strategiche in molti settori fondamentali, non ha industrie di componenti elettroniche e tanto meno di microprocessori.
L’Europa ha una industria molto sviluppata, ma che non fornirebbe certamente alla Russia la propria produzione per avvantaggiarla come occupante militare. La Russia non ha bisogno di territori, ne ha anche troppi. Non ha uomini per riempire i vastissimi territori che ha già, tanto meno quindi ne può avere per occupare e presidiare l’Europa. La quale Europa dopo i vertici tra India, Cina ( in due quasi tre miliardi di abitanti) e Russia è prevedibile che subisca un declino. Invadendola i russi si troverebbero a dover gestire un pesante fardello.
2) Per invadere l’Europa e tenerla sotto controllo ci vorrebbe un esercito di molti milioni di militari e poliziotti. Nel 2010 è stato edito negli USA il libro “Labirinto Iran”, un report di esperti di alto livello per illustrare alla Casa Bianca come risolvere, con la pace o con la guerra, i problemi con Teheran. Gli autori del report hanno calcolato, sulla base delle proprie esperienze, che per invadere l’Iran o qualunque altro Paese e tenerlo sotto controllo ci vuole un esercito composto da almeno 20 militari e poliziotti per ogni abitante del territorio invaso.
Ciò significa che se fosse vero che “dopo l’Ucraina la Russia invaderà l’Europa” l’esercito invasore per vincere e tenere a bada anche solo i quasi 300 milioni di abitanti di Polonia, Ungheria, Germania, Francia, Italia e Portogallo, senza calcolare tutti gli altri Stati europei, dovrebbe essere composto da almeno 15 milioni di soldati e poliziotti. Cosa semplicemente irrealistica. E perciò impossibile.
Teniamo presente che tutti i sei autori del report hanno ricoperto incarichi di responsabilità chi al Dipartimento di Stato e chi al Consiglio di Sicurezza Nazionale, chi nella Cia e nelle azioni degli Usa in Iraq, Corea, Pakistan e Afganistan, azioni sfociate come è noto in guerre e affini. Non manca neppure un ex ambasciatore in Israele e consigliere personale del presidente Clinton, come Martin Yndik, né un membro dello staff di governo del presidente Obama, come Suzanne Maloney.
Chiacchiere a parte, l’Europa spende il 58% in più rispetto la Russia. E gli Stati Uniti spendono addirittura circa 6-7 volte quanto spende la Russia per la difesa. Per l’esattezza, gli Stati Uniti guidano la classifica mondiale della spesa militare con un bilancio che si attesta intorno agli 886-895 miliardi di dollari (e oltre 1.000 miliardi secondo alcune stime recenti per il 2026), superando spesso da soli la somma dei budget dei successivi 8-10 Paesi al mondo, inclusi giganti come Cina e Russia.