(Foto Ansa)
Il ministro per la Protezione civile Nello Musumeci ha manifestato la propria disponibilità a riferire alla Camera dei deputati martedì 4 febbraio alle ore 11. L’annuncio è stato dato in Aula dal vicepresidente di turno Giorgio Mulè.
Una disponibilità che, però, non convince le opposizioni, che chiedono un’informativa diretta della presidente del Consiglio Giorgia Meloni e attaccano duramente il ministro. “Aveva sul suo tavolo il documento che invitava a intervenire – ha detto Angelo Bonelli – l’unica cosa che Musumeci può fare è dimettersi ha dimostrato la sua totale inadeguatezza”.
Alla richiesta che sia la premier a riferire si sono associati i gruppi di Movimento 5 Stelle, Partito Democratico e Italia Viva.
Dal M5s Filippo Scerra ha rincarato la dose: “Il presidente della Regione di allora per 5 anni era a conoscenza delle problematiche di Niscemi e non ha fatto nulla. Da tre anni è stato ministro della Protezione Civile e non ha fatto nulla, si parla di 1.500 persone. Se c’è qualcuno che ha omesso degli atti e ha sbagliato deve pagare e deve venire a riferire la premier Meloni e non il ministro che è in conflitto di interessi”.
Critico anche il dem Beppe Provenzano: “L’unica responsabilità, come emerge anche dalle carte, il male della Sicilia è la cattiva politica di cui quella destra al governo regionale incarna l’esempio più lampante. Musumeci non è un passante, un filosofo è stato governatore e ministro e se c’è una responsabilità guardi a se stesso e se la assuma fino in fondo, torni in Aula con un decreto serio”.
Per Iv è intervenuta la deputata Maria Chiara Gadda: “Essendo stato presidente della Sicilia non poteva non sapere, non avrebbe dovuto usare parole a vanvera”. E ha concluso: “Il gruppo di Iv chiede inoltre da inizio legislatura che venga riattivata Italia sicura, chiediamo che la premier riferisca anche su questo”.