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Nordio evoca le Brigate Rosse: “Evitare che quei tristi momenti si ripetano”. Bonelli: “Irresponsabile. Il governo vuole alzare la tensione sociale”

Evitare che “quei tristi momenti si ripetano” è l’obiettivo del governo con le norme del nuovo decreto sicurezza. Lo ha detto il ministro della Giustizia Carlo Nordio, intervenendo in conferenza stampa al termine del Consiglio dei ministri, richiamando il fenomeno delle Brigate Rosse e gli anni di piombo. Nordio ha ricordato come quel terrorismo sia stato “un fenomeno nato proprio per una insufficiente attenzione, anche da parte dello Stato, verso queste forme di aggressività odiosa nei confronti delle forze dell’ordine che era stata trascurata”, citando espressioni come “compagni che sbagliano” e “sedicenti Brigate Rosse”.

Parole che hanno scatenato la reazione delle opposizioni. “È da irresponsabili evocare il ritorno delle Brigate Rosse. Il governo lavora per alzare la tensione sociale nel Paese”, attacca Angelo Bonelli, deputato di Alleanza Verdi e Sinistra. “Il terrorismo in Italia è stato qualcosa di profondamente diverso e di estremamente grave, che nulla ha a che vedere con quanto è accaduto nelle manifestazioni”, aggiunge, attribuendo i disordini “ai violenti ma anche all’incapacità del ministro di saper gestire l’ordine pubblico”. “Sono seriamente preoccupato per il futuro dell’Italia, governata da una destra bugiarda e illiberale”, conclude.

Critico anche il capogruppo dem alla Camera, Francesco Boccia, che definisce il decreto “un’operazione di propaganda politica, costruita sullo scontro e sull’uso sistematico della paura”. “Grave e irresponsabile è poi l’uso delle parole. Evocare le Brigate Rosse – afferma – non è solo una forzatura storica: è un errore politico profondo”. Per Boccia, il provvedimento “non rafforza la sicurezza del Paese” e “restringe gli spazi di dissenso”, alimentando “un clima di emergenza permanente”.

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Gianluca Pace