Oltre il vertice Nato, le vere sfide del governo (foto ANSA) - Blitz quotidiano
Il vertice della Nato si è chiuso con le solite invettive di Donald Trump che ormai non incanta più nessuno. Troppe parole al vento, troppe accuse che hanno un solo denominatore: la maleducazione. Anche i suoi passi indietro hanno un sapore che non convince nessuno. Come ci si può fidare di un presidente che un giorno ha una posizione chiara “che non ammette eccezioni” e l’altro torna indietro come se nulla fosse successo? Purtroppo, la realtà è che la tregua della guerra in Medio Oriente è andata a farsi benedire.Si torna a combattere da una parte e dall’altra: lo stretto di Hormuz segue i capricci di chi vuole comandare, ma non ne ha la forza. Così, l’economia torna a ballare, le borse vanno in crisi, il carrello della spesa continua ad aumentare e la gente non ha più fiducia in chi invece dovrebbe dargliela. Insomma, siamo punto e da capo. Malgrado le parole di circostanza il vertice di Ankara non ha concluso un bel nulla.
Giorgia Meloni torna a casa e non si pente di tutto quel che ha fatto. Lo ripeterebbe per filo e per segno perché è convinta di essere nel giusto. Ha incassato le accuse del tycoon, ha replicato una sola volta quando è stata messa in discussione l’Italia che “non implora nessuno”, nemmeno l’uomo che ritiene (forse a ragione, forse no) di essere il più potente della terra. Da Washington si parla addirittura di stalker, cioè di una persona molesta che diventa ossessiva e non deve perseguitare chi la pensa in modo contrario.
Seguendo i suggerimenti della diplomazia, la Meloni non si è scomposta, è rimasta in silenzio perché replicare avrebbe voluto dire iniziare una “guerra” inutile che non avrebbe giovato a nessuno. I sondaggi sostengono che il comportamento della premier è stato perfetto, tanto è vero che anche gli altri leader europei le hanno dato ragione riconoscendole meriti di “ambasciatore navigato”.
Tornata in Patria, la premier ha preferito occuparsi in primo luogo dei nostri problemi che non sono pochi: la sanità, la scuola, l’emigrazione, la sicurezza. Le elezioni politiche non sono poi così lontane come potrebbe apparire sfogliando il calendario. Se si vuole, dunque, continuare a guidare l’Italia non possono essere commessi imperdonabili errori. L’opposizione (è il suo mestiere) non dà tregua al governo. Ogni giorno se ne inventa una pur di attaccare l’esecutivo e dimostrare i suoi torti. Giuseppe Conte, Elly Schlein, i gemelli Nicola Fratoianni e Angelo Bonelli studiano la notte per mettere in ginocchio Palazzo Chigi. C’è addirittura chi ritiene (un esponente dei 5Stelle del quale ci rifiutiamo di fare il nome) che la Meloni abbia comprato delle ginocchiere per meglio inchinarsi a Trump.
Quanto sia stata falsa questa “vergogna” lo ha dimostrato il vertice di Ankara, dove la premier non ha mai dato l’impressione di comportarsi come una vassalla dinanzi alle nuove accuse (erga omnes stavolta) del presidente Trump. Che il campo largo, o presunto tale, sia convinto di essere ormai ad un passo dal cambio della guardia non ha un riscontro reale. A Napoli, dove i quattro si sono recati per una iniziativa comune, le marce e i comizi sono stati un vero e proprio flop. Circostanza che probabilmente convincerà il leader dei pentastellati che con la segretaria del Pd si deve solo “far finta” di essere alleato, Saranno poi le primarie a dire chi sarà il candidato che dovrà combattere con la maggioranza il giorno delle elezioni.
Conte è convinto che dovrà essere lui, se non altro perché è stato per due volte presidente del Consiglio ed ha una maggiore esperienza rispetto alla giovane dem seduta in via del Nazareno non per volere del summit del Pd.
Ora, però, mandato in archivio il vertice di Ankara, si debbono affrontare i gravi problemi interni. Se non li definissimo così, sarebbe riprovevole. Ecco perchè è necessario e fondamentale che i partiti della maggioranza la smettano di fare i capricci. Matteo Salvini deve darsi una calmata, non può votare contro quando in Europa si parla di riarmo. Il segretario del Carroccio si allinea con la minoranza e con il Generale Vannacci che lo ha “tradito” una volta e sarebbe ben lieto di farlo una seconda. Meloni è stata chiara e irremovibile. I tempi e i modi per rispettare gli impegni saranno presi dal governo, non da altri. Si deve considerare sovranismo questo? Molti commentatori sono dell’avviso che la premier si è comportata egregiamente perchè gli interessi dell’Italia sono i primi rispetto agli altri, malgrado il vertice di Bruxelles la pensi in modo contrario.
Certo, quel che è avvenuto ieri in Europa è per lo meno disdicevole. I risultati hanno dimostrato, come non mai, che le divisioni politiche in Italia non smettono mai di avere partita vinta. Guelfi e Ghibellini confusi stavolta in maniera tale che l’opinione pubblica si allontani sempre più dai Palazzi. Almeno per una sola circostanza, si trovi per carità di Patria, un denominatore comune per il futuro del Paese. Non si chiede troppo, solo razionalità e buon senso.