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Onu, per la Commissione d’inchiesta Israele mette nel mirino i bambini. “Il genocidio continua”

Adesso è nero su bianco. Una nuova linea rossa per i diritti umani è stata calpestata nel vortice di morte in cui Gaza affoga da quasi tre anni. L’Idf “sta prendendo deliberatamente di mira e uccidendo i bambini palestinesi nella Striscia, cancellando la loro infanzia” al punto da compromettere “la stessa capacità di esistere e di determinare il proprio futuro”.

Tel Aviv: “Una farsa calunniosa”

A certificarlo è la Commissione indipendente d’inchiesta delle Nazioni Unite, secondo cui lo Stato ebraico “ha continuato a commettere un genocidio a Gaza”, approfittando del fragile cessate il fuoco in vigore dal 10 ottobre 2025.

Onu, per la Commissione d’inchiesta Israele mette nel mirino i bambini. “Il genocidio continua” (foto Ansa-Blitzquotidiano)

Immediata la replica del ministero degli Esteri israeliano, che ha bollato il rapporto Onu come “una farsa calunniosa”, che ignora “le brutali tattiche di Hamas”, colpevole di “attaccare spietatamente i bambini israeliani e di usare i bambini palestinesi come scudi umani”.

“Anche dopo la tregua, i bambini palestinesi continuano ad essere uccisi”, ha spiegato Srinivasan Muralidhar, giurista indiano e presidente della Commissione.

Stando alle evidenze raccolte sul campo, l’Idf ha assassinato i minori a Gaza sparando con armi di precisione, droni inclusi, nel corso degli attacchi contro edifici residenziali, scuole e campi profughi sovraffollati.

“Parte di una strategia per distruggere la continuità biologica”

Azioni che hanno “sabotato le fondamenta intellettuali e sociali della società palestinese”, compromettendo “le capacità di apprendimento” dei minori. Dall’inizio delle ostilità, secondo dati del ministero della Salute di Hamas considerati attendibili dall’Onu, sono oltre 21.000 i più piccoli assassinati, “parte di una strategia per distruggere la continuità biologica” dei gazawi.

Ma il tunnel degli orrori non si esaurisce con gli omicidi deliberati. Secondo il rapporto, infatti, sia nella Striscia che in Cisgiordania, bambini e adolescenti sono stati “arrestati, torturati e maltrattati nelle carceri e nei centri di detenzione israeliani”, dove hanno subito “episodi di violenza sessuale e di genere”.

Reparti di neonatologia e maternità nel mirino dei raid dell’Idf

Un’escalation senza limiti, in cui i militari dello Stato ebraico hanno trascinato anche i neonati. Il team delle Nazioni Unite, infatti, ha denunciato che “i reparti ospedalieri di neonatologia e maternità” sono finiti nel mirino dei raid dell’Idf, colpevole dell’aumento degli aborti spontanei e delle malformazioni genitali, con effetti duraturi sulla “continuità della popolazione”.

Un quadro di disperazione ulteriormente aggravato dalla “carestia provocata dal blocco” israeliano a Gaza, che ha deteriorato lo stato di salute dei bambini, sfinendoli spesso fino alla morte. Chi sopravvive, invece, si trova spesso davanti a “una vita di disabilità”, diventata oggi “una realtà demografica determinante”.

Lo scorso settembre la stessa Commissione (organismo indipendente istituita dal Consiglio per i Diritti Umani Onu nel 2022) aveva spiegato che i soldati di Israele avevano commesso “quattro dei cinque atti genocidari” sanciti dalla Convenzione sul genocidio del 1948, ossia “uccisione di membri del gruppo, grave lesione dell’integrità fisica o mentale di membri del gruppo, imposizione di condizioni tali da provocare la distruzione fisica totale o parziale e misure volte a impedire le nascite all’interno del gruppo”.

E anche se le armi dovessero tacere a Gaza e in Cisgiordania, secondo Muralidhar “i bambini palestinesi non si riprenderanno dall’oggi al domani”, perché “la distruzione della loro salute, della loro istruzione e del loro sviluppo è irreversibile”.

Published by
Amedeo Vinciguerra