Ora è Trump che blocca Hormuz e petrolio, Teheran lo sfotte: "Rimpiangerete i 4/5 dollari a gallone" (foto Ansa-Blitzquotidiano)
Falliti i negoziati diretti a Islamabad dopo una maratona di 21 ore, i colloqui a più alto livello tra Usa e Iran dal 1979, Donald Trump reagisce con rabbia annunciando il “blocco” di Hormuz, l’intercettazione delle navi che pagano il pedaggio a Teheran e lo sminamento dello stretto insieme alla Gran Bretagna e ad altri non meglio precisati Paesi alleati della Nato.
Con la minaccia di distruggere “qualunque iraniano spari contro gli Usa o navi pacifiche” e di imporre dazi del 50% alla Cina se invierà armi a Teheran. Una vera prova di forza, una escalation che rischia di far schizzare nuovamente il prezzo del petrolio, di irritare Pechino e New Delhi – i principali importatori di greggio iraniano – e di mettere a rischio la fragile tregua di due settimane, allontanando i pochi spiragli rimasti per la ripresa del dialogo.
“Godetevi gli attuali prezzi alla pompa. Con il cosiddetto ‘blocco’, presto rimpiangerete i 4-5 dollari al gallone”. Lo ha scritto su X il presidente del Parlamento iraniano, Mohammad Bagher Ghalibaf reagendo all’ordine del presidente statunitense Donald Trump di imporre un blocco navale nello Stretto di Hormuz, dopo il fallimento dei colloqui per il cessate il fuoco con l’Iran a Islamabad.
Nel suo messaggio, Ghalibaf ha pubblicato inoltre un grafico dei prezzi del carburante vicino alla Casa Bianca e ha postato una formula criptica, “ΔO_BSOH>0 ⇒ f(f(O))>f(O)”, che potrebbe essere interpretata come un avvertimento tecnico sugli shock cumulativi sui mercati petroliferi.