Paesi sicuri, blocco navale, hub fuori dall'Italia, stretta sui ricongiungimenti familiari: cosa prevede il nuovo disegno di legge sui migranti (foto Ansa) - Blitz Quotidiano
Arriva sul tavolo del Consiglio dei ministri il pacchetto migranti: le norme, come si legge nella convocazione per oggi pomeriggio alle 17.30, saranno contenute in un unico disegno di legge che servirà a dare “attuazione” al Patto Ue sulla migrazione e l’asilo e introdurrà “ulteriori disposizioni in materia di immigrazione”.
Il pacchetto immigrazione arriva dopo quello che è stato deciso in queste ore a Strasburgo sull‘ampliamento della lista dei Paesi sicuri e sulle nuove regole sugli hub per migranti all’estero. Un voto che il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, non esita a definire un “grande successo del Governo italiano che ha saputo con determinazione e convinzione far valere le proprie posizioni in materia di migrazione in Europa”. “Finalmente la svolta chiesta dall’Italia in materia di immigrazione c’è stata”, aggiunge il titolare del Viminale, sottolineando che la lista è “in linea con i provvedimenti già adottati”.
Con l’ok a due modifiche del regolamento Ue sulle procedure di asilo (grazie all’asse tra Ppe e destre, nel caso della lista dei Paesi sicuri il voto è arrivato anche da alcuni Socialisti e Liberali ndr) d’ora in poi Egitto e Tunisia – assieme a Bangladesh, Colombia, Kosovo, India e Marocco – vengono considerati Paesi sicuri, così come i candidati all’adesione all’Unione. Gli Stati membri potranno, quindi, dichiarare una domanda di protezione inammissibile anche nel caso in cui il richiedente sia soltanto transitato da un Paese terzo sicuro, in cui avrebbe potuto ottenere una protezione effettiva. E potranno, inoltre, concludere accordi con questi Paesi nei quali esaminare le domande di protezione.
Si torna a parlare anche del cosiddetto blocco navale, uno dei cavalli di battaglia della destra meloniana quando era all’opposizione. Dovrebbe entrare nel pacchetto immigrazione attraverso la misura che prevederebbe la possibilità di interdire, per non più di 30 giorni, prorogabile fino a un massimo di sei mesi, l’attraversamento del limite delle acque territoriali, “nei casi di minaccia grave per l’ordine pubblico o la sicurezza nazionale intesa come rischio concreto di atti di terrorismo o di infiltrazione di terroristi”, ma anche di “pressione migratoria eccezionale tale da compromettere la gestione sicura dei confini”. In questi casi i migranti possono essere “condotti anche in Paesi terzi diversi da quello di appartenenza o provenienza con i quali l’Italia ha stipulato appositi accordi”.
Il pacchetto in preparazione punta – tra le altre cose – a dare attuazione al Patto europeo Migrazione e Asilo (che entrerà in vigore a giugno) e al suo interno confluiranno anche altre norme stralciate dal ddl sicurezza. Dovrebbe rientrare, ad esempio, la stretta sui ricongiungimenti familiari, mentre è più improbabile che ci sia la cosiddetta norma “salva Almasri”, anche questa contenuta nelle bozze del ddl sicurezza e prevedeva “la consegna allo Stato di appartenenza di persona pericolosa per la sicurezza nazionale o per la compromissione delle relazioni internazionali”.
ntanto, il via libera del Parlamento europeo alla lista dei Paesi sicuri ha sollevato una serie di reazioni. Per l’eurodeputato di Fratelli d’Italia Alessandro Ciriani si “compie una scelta politica chiara: restituire alla politica il governo del fenomeno migratorio”. Di diverso avviso gli europarlamentari di Alleanza Verdi e Sinistra: “il diritto d’asilo è stato di fatto cancellato, per fare posto alla disumanizzazione delle persone che migrano”, attaccano.