Papa Leone ha chiuso il Concistoro ma lo scisma Lefebvriano ha agitato la riunione dei 178 cardinali provenienti da tutto il mondo (foto ANSA) - Blitz quotidiano
Papa Leone ha chiuso in Vaticano il “concistoro straordinario” che ha registrato la partecipazione di tutti i cardinali del mondo impegnati in una due giorni (26-27 giugno) di confronti e riflessioni per agevolare il “cammino sinodale” all’interno della Chiesa Cattolica.
Ma su questo cammino si è materializzata la possibilità dello “scisma lefebvriano”, cioè lo strappo dei cattolici tradizionalisti che fanno riferimento alla dottrina dell’arcivescovo francese Marcel Lefebvre, morto a 85 anni nel 1991, con addosso la scomunica che gli aveva rifilato Giovanni Paolo II il 30 giugno 1988; ma già Paolo VI lo aveva sospeso “a divinis” nel 1976. L’ipotesi (concreta) di uno strappo ha agitato il Concistoro.
Il possibile strappo ha fatto irruzione nei lavori grazie al cardinale tedesco Gerhard Müller, 78 anni. La notizia dell’intervento del prefetto emerito, ha fatto il giro del mondo animando il dibattito sui media cattolici. Il cardinale ha dalla sua una notevole competenza teologica, arricchita dalla sua esperienza a capo dell’ex Sant’Uffizio.
Müller ha chiesto che la Santa Sede risponda al documento in cui la “Fraternità San Pio X” – società sacerdotale di vita comune finalizzata alla formazione di preti tradizionalisti – l’ha accusata di aver abbandonato la tradizione. In buona sostanza i potenziali “ribelli” chiedono di tornare presto a parlare della questione liturgica che include il nodo sulla messa in latino, l’opposizione al dialogo interreligioso e tanto altro. Papa Leone ne ha preso atto e ha convocato un nuovo incontro per l’anno prossimo.
Papa Leone ha chiesto ai porporati di lanciare “insieme” e “indirizzare ai nostri confratelli vescovi, alle chiese affidate al nostro Ministero e a tutti i popoli della terra”. Parole semplici, nette, rimarcando il no alla violenza. Ha detto: ”Dio continua ad aprire nella storia cammini di riconciliazione e di pace. Abbiamo la responsabilità di percorrerli con coraggio e di aiutare il mondo a riconoscerli”.
Approfittando dí questo importante momento di Chiesa, la cui universalità è rappresentata dagli stessi partecipanti (178 cardinali), Papa Leone ha chiesto a tutti di raccogliersi in una preghiera corale per il Venezuela, messo in ginocchio dal sisma. Ha detto: ”Assicuriamo la nostra preghiera per le vittime, per le loro famiglie e per quanti soffrono le conseguenze di questa tragedia. Affidiamo al Signore anche tutti coloro che sono impegnati nei soccorsi e chiediamo che non venga meno la solidarietà della comunità internazionale verso quella cara Nazione”.