(Foto Ansa)
Il presidente del Paraguay, Santiago Peña, è sempre più isolato mentre il Paese è attraversato dalle proteste per il fallimento della Ueno Bank, lo scandalo finanziario che ha travolto il suo governo.
Il Parlamento ha respinto la richiesta di dimissioni presentata giovedì dal capo dello Stato e ha dato il via libera all’avvio del procedimento di impeachment, convocandolo per oggi. Respinta anche la richiesta di una proroga di 72 ore per preparare la difesa.
Peña aveva motivato la richiesta con il poco tempo a disposizione, spiegando di aver ricevuto soltanto nella notte precedente la notifica delle accuse, contenuta in un documento di oltre 300 pagine. “Mi si chiede di rispondere in meno di 12 ore. Questo non è un giusto processo”, aveva denunciato sui social, promettendo di esporre la propria versione dei fatti anche a costo di scontentare esponenti politici.
Intanto, migliaia di correntisti continuano a protestare davanti al Parlamento e alla sede centrale della banca ad Asuncion, temendo di non recuperare i propri risparmi. Nonostante l’avvio del piano della Banca centrale per la restituzione dei depositi, diversi manifestanti hanno bruciato le carte di pagamento ormai inutilizzabili, contestando la classe politica e la magistratura.
Alla protesta si aggiunge la preoccupazione di circa 7.000 dipendenti del Grupo Vazquez, la holding che controlla oltre 37 società, per il futuro dei posti di lavoro e il pagamento degli stipendi.