Partito lo sprint per le elezioni comunali del 2027. Mario Calabresi candidato a Milano agita le acque di una campagna già in movimento (foto ANSA) - Blitz quotidiano
Partito lo sprint anche per le elezioni comunali nel 2027. Passata la festa del centrodestra a Bari, archiviato l’ultimo sondaggio Piepoli (“Meloni, la fiducia è stabile, consenso al 44%), alla vigilia del sì alla legge sul nucleare del futuro (“entro metà mese”) come ha detto il ministro Pichetto che garantisce: ”Le nuove generazioni vivranno i vantaggi economici del nucleare; preso atto che la maggioranza si è ricompattata dopo lo stop al ballottaggio mentre il Campo largo zoppica sui temi concreti e la Schlein è sempre più stretta fra le richieste di Conte e i distinguo del Pd (poche storie, il vero problema è il programma) detto tutto ciò, senza dimenticare il sorpasso di Vannacci su Forza Italia certificato dalle rilevazioni di Bidimeda, è il caso di monitorare questo sprint. E’ la partita delle città.
Le Amministrative del 2027 maturano in un contesto politico complesso in quanto l’anno prossimo sarà anche l’anno delle elezioni politiche tanto che già si discute di un possibile “Election day” unico. Sono numeri importanti: 1.300 Comuni al voto, più di 5 milioni di cittadini coinvolti. Si voterà in un weekend tra il 15 aprile e il 15 giugno 2027. Previsto il ballottaggio per i Comuni sopra i 15 mila abitanti.
Mario Calabresi, 56 anni, giornalista e scrittore, già direttore di importanti quotidiani (La Stampa e Repubblica ), offrendo la sua disponibilità a candidarsi per la sinistra a sindaco di Milano (“Sento il richiamo per una nuova vita”) ha acceso la miccia elettorale. Elly Schlein ha subito frenato al grido “prima il programma”. Ma Calabresi ha già incassato l’appoggio di Calenda e Pina Picierno perché “è un ottimo riformista”. Il 12 settembre, alla Festa dell’Unita’milanese, nel corso del dibattito “ Vedere gli invisibili” con don Luigi Ciotti, se ne saprà di più.
Le amministrative del 2027 coinvolgono anche importanti capoluoghi come Torino, Milano, Roma, Palermo, Napoli, Bologna, Trieste. Messaggio da Reggio Emilia: un esercito di 750 persone, dai 20 ai 90 anni, hanno animato la kermesse nazionale del Pd mandando un messaggio Urbi et Orbi: ”Basta litigare sui gazebo. Meglio parlare dei temi come la sanità, scuola e lavoro contro questa destra”. Il dibattito che si sta sviluppando a Reggio Emilia è un dibattito tutto all’interno del campo largo. La presenza al Campovolo di Giuseppe Conte offre l’opportunità di un confronto tra alleati che bene o male sono destinati, di qui a qualche tempo, a trovare il modo di andare d’accordo. Le primarie sono una eventualità ormai certa e questo si rifletterà sulla sfida dei partiti.