Patrimoniale, Fratoianni (nella foto Ansa) insiste malgrado il no del Pd e M5s: "Basta, è ora di tassare i ricchi"
“A me fa impazzire che 79 persone abbiano più di 300 miliardi di patrimonio in Italia e su questo non pagano quasi nulla, mentre un lavoratore contribuisce fino all’ultimo centesimo”. A scriverlo su Facebook è il leader di Allenza Verdi e Sinistra Nicola Fratoianni che aggiunge: “Basta. È ora di tassare i ricchi”.
Il segretario di Avs insiste dunque sulla patrimoniale e chiede che quanto meno se ne dovrebbe discutere. Fratoianni replica in questo modo a Elly Schlein dopo che nelle scorse ore ha ricordato che la proposta non è nel programma del campo largo. Le preoccupazioni dei dem sono due: la prima è la contrarietà dei 5 Stelle, la seconda è la mancanza di una legge europea che faccia da cornice. Senza regole condivise in Europa, secondo il Pd c’è il rischio concreto di una fuga dei grandi patrimoni all’estero, cosa che l’Italia di certo non può permettersi.
Fratoianni, a margine dell’assemblea di European Left Alliance ha spiegato: “Vorrei che ci concentrassimo sulla sostanza e lo dico a tutti. Ho letto le dichiarazioni che ha fatto ieri (venerdì 5 giungo ndr) Elly Schlein: si il tema è che questo punto non è ancora stato definito come un punto del programma è vero, ci sono altre leggi, altre proposte che sono già definite, firmate da tutte le forze politiche e che sono largamente assunte come un punto programmatico, dal salario minimo alla riduzione dell’orario di lavoro”.
Fratoianni ha poi replicato alla Schlein spiegando che “per quanto riguarda la patrimoniale, la tassa sulle grandi ricchezze, se il tema è che di questo non si deve discutere, allora non sono d’accordo, ma non credo che si tratti di questo. In ogni caso lo verificheremo, perché redistribuire la ricchezza è fondamentale e soprattutto è una questione su cui esiste una solida maggioranza nel Paese”.
Il leader di Avs ha proseguito: “La larga maggioranza degli italiani, in ogni rilevazione e sondaggio, chiarisce che c’è una larghissima maggioranza favorevole ad un principio di buon senso. Parliamo di grandissimi patrimoni, di questo stiamo parlando, di milioni e milioni di euro, non stiamo parlando del famoso ceto medio che non sappiamo più cosa sia perché è stato massacrato, questo sì, da politiche fiscali sbagliate. Ad aumentare le tasse sulla maggioranza degli italiani è stata la destra. Sarebbe bene ricordarlo a chi teme di discutere di questo”. “É una cosa di buon senso. Quindi noi continueremo a porre questa questione”, ha concluso.
Tra le varie tematiche che il campo largo propone per il lavoro c’è il salario minimo, ma come ricordato dal leader di Sinistra italiana c’è anche quella sulla riduzione dell’orario di lavoro. Sul tema le forze di opposizione hanno presentato, nei mesi scorsi, una proposta di legge firmata dallo stesso Fratoianni e sottoscritta anche da Elly Schlein e Giuseppe Conte. Il testo intitolato “Disposizioni per favorire la stipulazione di contratti volti alla riduzione dell’orario di lavoro” è composto da sette articoli ed è stato bocciato dalla maggioranza.
La proposta di legge prevede che si punti a incentivare l’adozione di contratti collettivi per ridurre l’orario di lavoro a 32 ore settimanali (invece di 40), a parità di salario, “anche nella forma di turni su quattro giorni settimanali”. Si tratterebbe di una sperimentazione triennale affidata alla contrattazione. Al datore di lavoro verrebbe concesso per 3 anni l’esonero del 30% dal versamento dei contributi previdenziali. La proposta di legge potrebbe diventare uno dei cavalli di battaglia della prossima campagna elettorale mettendo da parte la più scomoda proposta di partrimoniale.