Perché l'Italia non ha aderito alla sanzioni contro i coloni israeliani, Tajani: "Scelte da fare insieme alla Ue". Opposizioni all'attacco (foto Ansa)
È guerra diplomatica aperta fra Israele e Regno Unito. A innescarla è stata la svolta con cui il governo laburista di Londra, sotto la nuova leadership di Andy Burnham, ha annunciato sanzioni senza precedenti contro il commercio di prodotti provenienti dagli insediamenti israeliani nei territori palestinesi occupati, seguito a ruota dall’impegno a fare lo stesso sottoscritto da altri 11 Paesi: Canada, Francia, Danimarca, Finlandia, Islanda, Irlanda, Norvegia, Polonia, Portogallo, Spagna e Svezia. Alcuni di questi, a partire da Dublino e Madrid, avevano già sanzionato formalmente a livello commerciale le colonie israeliane. L’Italia è la grande assente insieme alla Germania.
La svolta è stata segnata da toni di condanna mai visti da parte britannica nei confronti del “coloni terroristi”, nonché del governo israeliano d’ultradestra di Benyamin Netanyahu, accusato senza mezzi termini di coprire scenari di “pulizia etnica”. E a cui Israele ha risposto ha risposto in modo furibondo, arrivando a disporre fra l’altro la chiusura d’autorità del consolato del Regno a Gerusalemme est.
L’amministrazione americana di Donald Trump non si è invece opposta all’iniziativa che ha visto il plauso anche della Turchia. A riportarlo è Axios, in base a quanto riferito da alcuni funzionari statunitensi e diplomatici occidentali. La decisione della Casa Bianca di non ostacolare l’iniziativa di Londra a cui hanno aderito altri 11 Paesi occidentali, segnalerebbe la frustrazione del tycoon per la politica del governo Netanyahu in Cisgiordania.
La segretaria del Pd, Elly Schlein, arrivando nella serata di ieri alla festa ‘Terra!’ di Avs, ha dichiarato: ” Oggi ci sono nove paesi che insieme alla Francia, alla Gran Bretagna e al Canada hanno deciso di vietare il commercio dei prodotti che vengono dalle colonie illegali in Cisgiordania. Su questo avevamo anche noi presentato già qualche mese fa una proposta unitaria firmata dal Movimento 5 Stelle, dal Pd e Avs. Quindi torniamo a rivolgere al governo una forte richiesta di fare come stanno facendo gli altri Paesi perché credo che sia veramente grave che oggi il governo abbia deciso di mancare anche a questa iniziativa”.
Dello stesso avviso M5s con l’europarlamentare Danilo Della Valle che ha detto che l’Italia dovrebbe vergognarsi: “Il governo Meloni conferma ancora una volta tutta la sua ignavia e il suo complice fiancheggiamento dei crimini commessi da Israele in Cisgiordania. L’Italia, infatti, non compare tra i dodici Paesi, dalla Francia alla Gran Bretagna fino al Canada, che hanno deciso di imporre sanzioni sul commercio dei beni prodotti negli insediamenti illegali israeliani. Si tratta del minimo sindacale ma evidentemente Meloni, Salvini e Tajani preferiscono voltarsi dall’altra parte, ignorando sia il diritto internazionale sia i più elementari diritti umani. Una sola parola: vergogna”.