Politica

Perché Meloni non è stata fischiata ad Amatrice, il sindaco: “Ho detto alle forze dell’ordine di fermare i contestatori”

Ad Amatrice non è accaduto quello che alcuni esponenti della maggioranza temevano, ossia che la premier Giorgia Meloni venisse fischiata come accaduto a Taranto durante la cerimonia dei Giochi del Mediterraneo a Taranto. Nella cittadina laziale completamente distrutta, dieci anni fa, dal terremoto del Centro Italia, la leader di Fratelli d’Italia è stata accolta da strette di mano, incoraggiamenti ed anche urla di giubilo. A scriverlo è Tommaso Ciriaco su Repubblica il quale spiega cosa è successo.

Innanzitutto c’è da dire che, a differenza di Taranto, Amatrice e in generale la provincia di Rieti sono molto favorevoli al Governo e a Fratelli d’Italia nello specifico. Il sindaco di Amatrice Giorgio Cortellesi è stato eletto con una civica tendenza Fratelli d’Italia. Ed è stato proprio lui a spiegare la ragione del clima fin troppo rilassato, che è finito per stonare con il tipo di manifestazione, e le contestazioni mancate. Ad alcuni cronisti il sindaco di Amatrice ha spiegato che prima dell’arrivo di Meloni “ho detto alle forze dell’ordine di fermare i contestatori perché sarebbe stata una mancanza di rispetto nei confronti delle vittime”. Cortellesi ha aggiunto: “A Palazzo Chigi erano preoccupati dai fischi di Taranto e ho mandato un report su criticità e contestazioni”.

Giorgia Meloni con il sindaco di Amatrice Giorgio Cortellesi (foto Ansa) – Blitz Quotidiano

Il ricordo del sisma del 24 agosto 2016

Il 24 agosto 2016 un forte sisma con scosse che proseguirono fino ai primi mesi del 2017, colpì il Centro Italia. Per molti si tratta ancora di una ferita mai sanata. Il bilancio fu di 299 morti, 365 feriti e più di 40.000 sfollati.

Sergio Mattarella, nel suo discorso ha chiesto di ripristinare “nel più breve tempo possibile” la normalità. Il capo dello Stato ha indicato in questa “pagina drammatica della storia della Repubblica” un “monito costante sulla necessità continua di potenziare i meccanismi di prevenzione e intervento da attuare al verificarsi dei fenomeni sismici a cui è soggetto il nostro Territorio”.

La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha rimarcato il “deciso cambio di passo” sulla ricostruzione dopo “troppi rinvii e false partenze”. Poi dal cuore di Amatrice si è alzata la carezza all’anima del cardinale Matteo Zuppi, consapevole che “i ritardi” sono “insopportabili quando si è perso tutto” e convinto che dopo “dieci anni duri” ora “non interessano polemiche, ma l’impegno di tutti, a cominciare dallo Stato e dalle sue istituzioni, dalla Chiesa, dalla passione e dalla creatività di ognuno”.

 

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Lorenzo Briotti