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Polemica sulla “ciociara” detta a Meloni, il sindaco di Pontedera: “Della Bella ha sbagliato termine. Voleva dire caciarona”

È polemica dopo un intervento pronunciato durante una seduta del Consiglio comunale di Pontedera, nel Pisano, nel corso della quale il consigliere del Partito Democratico Floriano Della Bella si è riferito alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni utilizzando il termine “ciociara”. La frase ha suscitato la reazione della premier, che ha successivamente affidato a un post su X il proprio commento sulla vicenda.

Il post di Giorgia Meloni

“Personali, sul mio fisico, sulla mia famiglia, sulle mie origini. Ma oggi si cambia registro. E il livello cambia. Perché un signore del Partito democratico, tal Floriano Della Bella, ha detto in una seduta del Consiglio comunale di Pontedera che la Meloni è una “ciociara, nella maniera più dispregiativa”. E per questo è stato richiamato dal Presidente dell’Aula, altro esponente del Pd, che aggiunge: “Per favore, usi termini consoni al suo ruolo””, ha scritto Meloni in un post su X.

“Quindi, per questi signori, essere “ciociari” è una vergogna e se lo dici a qualcuno equivale ad insultarlo. Non solo: è addirittura un termine che non va pronunciato in un luogo istituzionale. Mi spiace per loro, ma io non la penso così. E sono orgogliosa di essere definita ciociara”, ha aggiunto.

La premier ha quindi rivendicato il valore storico e culturale del territorio: “Perché la Ciociaria è uno dei territori più belli, antichi e straordinari della nostra Italia. Terra di Papi e condottieri, di Santi e artisti, di letterati e poeti”.

La ricostruzione del sindaco di Pontedera

A ricostruire quanto accaduto è stato il sindaco di Pontedera, Matteo Franconi, intervenuto direttamente sulla questione. “Durante la discussione della mozione sul ‘Contrasto agli stereotipi sessisti nel linguaggio pubblico e istituzionale e promozione di una cultura del rispetto e della parità’, alla quale Fdi ha votato contro, il consigliere Della Bella, per mero errore (poi ammesso) l’ha apostrofata con il termine ‘ciociara’ mentre voleva dire ‘caciarona’”, ha spiegato.

Il sindaco ha precisato che si è trattato comunque di un’espressione inappropriata: “Certo non un complimento né un termine da diplomazia bizantina ma niente a che vedere con giudizi negativi sulla Ciociaria”.

“Lo scambio involontario di una parola con un’altra è certamente stato un errore”, ha aggiunto Franconi, spiegando di voler intervenire “per rispetto degli amici della straordinaria terra di Cicerone e Tommaso d’Aquino”.

Poi il riferimento a un altro passaggio della seduta: “Mi permetto di suggerirle, vista la sua attenzione al linguaggio pubblico, di ascoltare cosa dice, volontariamente, dentro quella stessa discussione, un consigliere comunale del suo partito su cosa pensa dei concerti di ‘Elodie con perizoma’”.

“Viva la Ciociaria! Viva la libertà delle donne di vestirsi come vogliono”, ha concluso il sindaco.

Lollobrigida: “L’ignoranza e la strafottenza sono ormai patrimonio comune di alcuni esponenti del Partito Democratico”

A difesa della premier è intervenuto anche il ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida: “L’ignoranza e la strafottenza sono ormai patrimonio comune di alcuni esponenti del Partito Democratico”. “La tradizione ciociara, culturale e legata in particolare all’economia rurale, non solo è degna di rispetto, ma costituisce motivo di orgoglio per chi proviene da quel territorio”, ha concluso.

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Francesca Ripoli