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Politica in fibrillazione. Dai NO Tav alla legge elettorale, allerta terrorismo. È polemica sulla sicurezza

Politica in fibrillazione. Alle turbolenze della campagna elettorale già entrata nel vivo si sono aggiunti gli ultimi e divisivi fatti d cronaca: il corteo NO Tav in Val di Susa (scontri, sequestrati molotov e ordigni, 436 identificati, 120 agenti feriti). Esplicito l’ex sindaco di Torino, Piero Fassino: ”È guerriglia eversiva, il cantiere non si fermerà”.

Poi ci sono i  fatti di Bologna per la morte di Fakir e quel che ne è seguito: le marce al Pilastro, la battaglia legale tra le parti, il sindaco Lepore sotto scorta per le minacce sui social, critiche alla amministrazione, la galassia antagonista all’opera con Potere al Popolo e i sindacati di base. In soldoni: tensione alle stelle.

Completa lo scenario inquietante il timore che anche in Italia, come è accaduto a Berlino con l’attentatore del Pride legato all’Isis (ucciso dagli agenti), ci sia anche da noi un “cane sciolto” in vena di emulare il 21enne cittadino tedesco di origine libanese. Il suo attacco con il furgone sulla folla (una vittima, 29 feriti, Germania sotto shock). Di qui il crescente dibattito sulle possibili falle nei controlli. In Germania è polemica sulla sicurezza, in Italia si è riacceso lo scontro sull’islamismo radicale, l’immigrazione e la tutela dei diritti Lgbt.

Coalizioni alla prova

È la partita dell’estate. C’è una calma apparente prima della pausa. In sintesi: Conte dà il ritmo a sinistra, La Russa rilancia Giorgia Meloni al Colle, il Campo largo in attesa della legge elettorale, prende tempo sulla scelta del proprio leader. Morale: la destra va comunque all’attacco, la sinistra opta per la difesa (per ora). La prossima settimana la legge elettorale arriva in Senato e inevitabilmente la temperatura salirà. Ha già anticipato il capogruppo M5S: ”Noto una fretta sospetta nel modo in cui stanno portando avanti il lavoro. Al Senato sono state concesse solo 26 audizioni, alla Camera 70. E hanno deciso di concetrarle tutte in una settimana permettendo per la prima volta ai parlamentari di collegarsi da casa. La spaccatura nel centrodestra è evidente. Questa legge è inemendabile”.

Nuove regole per evitare l’impasse

È quanto auspica il senatore Lucio Malan consapevole della delicatezza del momento. Dice :” La posizione di Fratelli d’Italia sulle preferenze è bel chiara da tempo, sempre la stessa. Nel 2017, quando si votò il Rosatellum, la legge vigente, Fdi presentò e votò un emendamento per l’introduzione delle preferenze, che non passò. Ora Forza Italia non ne vuol sapere, ma i senatori azzurri si vedranno nelle prossime ore, spero che convergeranno. Col voto segreto hanno votato contro, non credo cambino idea”.

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Enrico Pirondini