Politica

Politica in fibrillazione: il campo largo ha escluso Renzi e Ruffini dal tavolo del programma, Forza Italia ha bocciato Di Pietro autocandidatosi al CSM

Politica in fibrillazione. Ovunque tensioni e incomprensioni. In sintesi: il Campo largo è ripartito escludendo il centro, Fratelli d’Italia ha sponsorizzato Di Pietro al CSM ma Forza Italia non ci sta (“Figura, improponibile”). La Lega al Congresso straordinario di Milano (rieletto Salvini.con il 76%) ha confezionato un severo messaggio agli alleati (“Basta soldi e armi a Kiev”) e Zaia ha tuonato: ”Si rischia un altro Afghanistan”). Turbolenze pure per gli Stati generali di “Progetto Civico Italia” (chiusi domenica scorsa); il dominus Alessandro Onorato, volto noto del centrosinistra romano, forte (si fa per dire) dello 0,9%, secondo almeno la rilevazioni Ghisleri commissionata da Realpolitik, vuole infilarsi nel ring delle Primarie. I meloniani l’hanno immediatamente messo nel mirino domandandosi: ”Chi lo finanzia?, chi caccia i soldi per il suo Progetto e per i suoi continui  viaggi?”.

Renzi e Ruffini esclusi dal programma

Niente da fare. Venerdì prossimo si riunirà il tavolo sul programma del Campo largo ma l’ex premier toscano e il leader del neonato “Più Uno”(partito che Ernesto Maria Ruffini ha fondato lo scorso ottobre con Franco Gabrielli) non ci saranno. Non li vogliono. Decideranno i soliti quattro: Elly Schlein, Giuseppe Conte insieme ai due leader di Alleanza Verdi e Sinistra: Nicola Fratoianni e Angelo Bonelli. Pronta l’ironia di Clemente Mastella, già ministro del governo Prodi e oggi a capo della lista “Noi di Centro”: ”Mi meraviglio che non abbiano invitato Maurizio Acerbo di Rifondazione comunista, visto che gli prestano parlamentari per dimezzare le firme. Se questa è la coalizione, non crea entusiasmo, lascia perplessi, lascerà casa tanti che non vanno a votare ed è destinata a perdere. E, va detto, pur essendoci le condizioni per vincere”.

Il ritorno contestato di Di Pietro

Sorpresa: l’ex pm Antonio Di Pietro, già ministro nel governo Prodi nonché fondatore (1998) del partito di centro “Italia dei Valori”,  si è auto candidato ad uno dei dieci scranni laici del CSM. Nel Transatlantico di Montecitorio il simbolo di Mani Pulite incontrando i giornalisti ha ammesso di aver pranzato lunedì con Donzelli e Noi Moderati. La qual cosa ha acceso la tensione con Forza Italia. Tranciante Stefania Craxi: ”Nessun accordo su Di Pietro. La sua storia, simbolo di una stagione in cui la giustizia si è fatta strumento di lotta politica e la gogna mediatica ha preso il posto del giusto processo, facendo strame del diritto, è incompatibile con l’organo chiamato a garantire l’autonomia, l’equilibrio e la terzietà della magistratura “.

La figlia de Bettino è parsa irremovibile, ancora fortemente segnata dalla vicenda del padre, morto ad Hammamet per fuggire all’arresto chiesto proprio dall’allora pm Di Pietro. Ha poi avvertito,insieme ad Enrico Costa: ”Noi restiamo garantisti e non possiamo affidare il governo autonomo dei magistrati a chi ha incarnato l’esatto contrario. Non ci sono margini di trattativa“. Poi un duro messaggio inviato a Fratelli d’Italia a microfoni spenti: ”Se Di Pietro sarà tra i favoriti, non voteremo neanche altri candidati. Non chiuderemo nessun accordo”. L’altolà di Forza Italia ha reso più difficile anche una chiusura per gradi dell’accordo.

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Enrico Pirondini