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Politica in fibrillazione: impasse del Campo largo, fuga sarda da Vannacci, Grillo di nuovo in scena

Politica in fibrillazione, a sinistra e a destra. Proseguono i tormenti del Campo largo, si profila la resa dei conti dopo Pontida anche se Salvini si è blindato alla guida del Carroccio. In casa Vannacci c’è un primo scossone: i militanti di Sassari (500 iscritti) hanno restituito la tessera di Futuro nazionale per andare nel nuovo partito di Marco Rizzo (“L’Italia del Domani”) che, a sua volta, ha lasciato il timone di “Democrazia sovrana popolare” (DSP), partito al di fuori della tradizionale dicotomia tra destra e sinistra. Il fuggi fuggi sardo è stato compensato (si fa per dire) dall’acquisto del deputato messinese Tommaso Calderone, vicepresidente della Commissione Giustizia della Camera. E così il partito dell’ex generale sale a nove parlamentari alla Camera.

E’ tornato in scena Beppe Grillo ospite del programma di Fedez e Mr. Marra (“Pulp Podcast”). In una intervista show di 80 minuti il fondatore del Movimento 5 Stelle ha parlato a tutto campo senza nascondere il suo risentimento per il rapporto finito male con Giuseppe Conte ed annunciando che non ha affatto intenzione di fondare un nuovo partito perché “non ha più né l’energia né gli strumenti per ricominciare da capo”.

Tutto ciò in uno scenario politico di nuove tensioni dovute all’arrivo del decreto Scuola, alla sfida del deficit (in ballo ci sono 36 miliardi), alle nuove indagini per frode sulla compravendita dalla Cina delle mascherine farlocche durante l’emergenza Covid.

Impasse sulla leadership del campo largo

Il cantiere delle Primarie è in fermento. Continua la caccia al candidato senza risultati; partite addirittura le trame per cercare terze figure, oltre Conte ed Elly Schlein. Si torna a parlare di Franco Gabrielli, 66 anni, ex capo della Polizia ed ex Prefetto di Roma. AVS si è però messa di traverso (“Gabrielli? È più a sinistra di noi”). Resistono le potenziali candidature dei sindaci Roberto Gualtieri (Roma) ,Silvia Salis (Genova), Gaetano Manfredi (Napoli).

La resa dei conti dopo Pontida

Certo, Salvini domenica ha incassato la fiducia sul Pratone bergamasco. Per lui cori da stadio, per il dissidente interno il senatore Massimiliano Romeo, capo gruppo a Palazzo Madama nonché segretario regionale della Lega in Lombardia, solo fischi (“Ma i fischi non li temo e vado avanti senza paura”). Dopo Pontida Salvini ha convocato sul tamburo un Consiglio federale durato quattro ore. Sul tavolo di via Bellerio tre temi roventi: sicurezza, il divieto del burqa nelle scuole e nelle strade, la riforma delle pensioni con l’abolizione della legge Fornero. Notate le assenze di Fontana, Zaia, Stefani (bloccato sembra in autostrada), Fedriga (mancato il collegamento streaming), coincidenze sospettose. Tira aria di resa dei conti.

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Enrico Pirondini