Cronaca

Al via la Biennale di Venezia. Non si placano i malumori sulla presenza della Russia, dietrofront dell’Iran

Al via con turbolenze e colpi di scena l’ esposizione d’Arte della Biennale di Venezia: oggi la pre-apertura, sabato la partenza ufficiale. La mostra, allestita su un progetto di Koyo Kouoh (scomparsa nel maggio 2025), presenterà 110 partecipanti tra artisti, artiste, duo e collettivi.

Ben 99 i padiglioni nazionali. Sotto i riflettori due in particolare: il padiglione Italia che presenterà l’artista Chiara Camoni e il padiglione Santa Sede, curato dal cardinale Josè Tolentino de Mendosa (teologo portoghese) che vedrà la partecipazione, tra gli altri, del musicista britannico Brian Eno e della cantautrice e poetessa statunitense Patty Smith.

La partenza della Biennale non è , si diceva, indolore. Alcuni esempi: l’Iran non parteciperà, la Finlandia manderà solo funzionari alla cerimonia di apertura; viceversa alle 100 partecipazioni nazionali si sono aggiunte, all’ultimo momento, la Repubblica della Tanzania e la Repubblica delle Seychelles. Inoltre si è dimessa la giuria internazionale dopo le polemiche su Russia e Israele.

Partecipanti da tutto il mondo alla Biennale di Venezia

Selezionati dalla direttrice artistica nel 2024, i partecipanti provengono da contesti geografici differenti. Il titolo scelto è “In Minor Keys” ( “in tonalità minori”). Il progetto tende a restituire e ampliare la geografia relazionale intessuta nel corso di una vita e fondata sull’incontro. Tira aria di proteste, in programma già mercoledì mattina. Venerdì 8 è prevista una manifestazione anti-Israele. Si sono fatte vive persino le moscovite “Pussy Riot”, il gruppo punk femminista radicale (fuori legge in Russia); il collettivo famoso per le sue canzoni anti Putin ha promesso “azioni massicce” di protesta a sostegno degli artisti russi dissidenti.

Al via la Biennale di Venezia, oggi la pre apertura. Non si placano i malumori sulla presenza della Russia (foto Ansa)

Caso Russia, padiglione chiuso al pubblico

Il Ministero della Cultura ha mandato gli ispettori per verificare i motivi per cui la Federazione Russa non è stata invitata formalmente dalla Biennale e che nessun documento previsto per la procedura di partecipazione è stato sottoscritto. Gli ispettori sono rimasti a Venezia due giorni confrontandosi con i legali della Biennale. La relazione stilata dagli ispettori ha fatto il punto sulle principali contestazioni mosse all’Ente guidato da Pietrangelo Buttafuoco per la scelta di riaprire le porte alla Russia e sulla linea difensiva della Biennale. Risultato al di là del botta e risposta c’è una certezza: il padiglione della Russia rimarrà chiuso al pubblico. Ospiterà eventi performativi privati.

L’edizione delle polemiche

Alla vigilia della pre-apertura non si placano i malumori sulla presenza della Russia tra i Paesi che esporranno alla kermesse di Venezia. Il ministero della Cultura, in sette pagine, ha precisato i motivi per cui non ha rivolto alcun invito formale a Mosca. Dunque il padiglione russo resta chiuso ma le performance si vedranno solo dall’esterno, come attraverso una vetrina opaca.

È una soluzione che ha il sapore del compromesso ma anche quello dell’ambiguità. In ogni caso, in un clima di forte tensione, la giuria internazionale, ha deciso di escludere Russia e Israele dai premi ufficiali a causa delle accuse di crimini contro l’umanità. Bocciati a priori. Confinati a tappezzeria. Brutto segno. Se la cultura comincia a stabilire chi è degno e chi no, smette di essere cultura e diventa uno strumento di ipocrisia.

Published by
Enrico Pirondini