Cronaca

Morte di Abderrahim Fakir a Bologna, è scontro politico. M5S: “Nel nostro Paese nessuno può morire così”. FdI: “Intervento professionale e adeguato”

La morte di Abderrahim Fakir, l’uomo di 43 anni deceduto a Bologna durante un intervento delle forze dell’ordine mentre era immobilizzato a terra da due agenti, ha aperto un acceso confronto politico. Le opposizioni chiedono che venga ricostruita al più presto la dinamica dei fatti e che siano accertate eventuali responsabilità.

Le reazioni

“Nel nostro Paese nessuno può morire così”, ha scritto sui social la senatrice del Movimento 5 Stelle Mariolina Castellone, chiedendo “verità, trasparenza e accertamenti rapidi”. “Quando una persona è affidata allo Stato, lo Stato ha il dovere di proteggerne la vita e la dignità, sempre”, ha aggiunto la vicepresidente del Senato.

Anche il Partito Democratico ha chiesto chiarezza. “Deve essere fatta piena luce sui fatti – ha dichiarato il deputato bolognese Andrea De Maria – Massima fiducia nella magistratura e nelle autorità competenti chiamate a mettere in atto tutti gli accertamenti necessari”.

Sul caso è intervenuta anche Ilaria Cucchi, la sorella di Stefano e senatrice di Alleanza Verdi e Sinistra, che ha annunciato un’interrogazione parlamentare.

Di segno opposto la posizione di Fratelli d’Italia. “L’intervento, richiesto dai cittadini e a cui dei cittadini hanno contribuito, risulta condotto con professionalità e modalità consone al tipo di esigenza che si era posta”, ha detto il capogruppo alla Camera Galeazzo Bignami. “La presenza di operatori del 118 durante tutto l’intervento contenitivo rappresenta ulteriore elemento di conferma”, ha aggiunto, esprimendo vicinanza agli agenti coinvolti.

Per Più Europa, invece, “le immagini e le prime ricostruzioni sollevano interrogativi che non possono essere ignorati”, ha dichiarato il presidente Matteo Hallissey, sottolineando che “ogni volta che una persona muore mentre è sottoposta alla custodia o all’azione coercitiva dello Stato, non può esserci spazio per zone d’ombra”.

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Gianluca Pace