(Foto Ansa)
È scontro tra il sindaco di Milano Giuseppe Sala e il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi dopo gli scontri che hanno devastato il centro della città. Al centro della polemica, il numero degli agenti schierati durante la manifestazione e le responsabilità nella gestione dell’ordine pubblico. A innescare il confronto sono state le critiche di Sala alla Questura, seguite dalla dura replica del ministro, che ha accusato una parte della sinistra di non condannare le violenze senza distinguo.
“Soprattutto in piazza Duomo c’era una quantità di protestanti violentissimi e uno sparuto gruppo di poliziotti”, ha dichiarato Sala a Rtl 102.5. “Io non ce l’ho con il questore, e ci mancherebbe altro, con il quale lavoro ogni santo giorno, ma l’impressione che si stia sottovalutando il momento e che le forze disponibili a Milano alla questura non fossero adeguate io ce l’ho”.
Il sindaco ha parlato di una “preoccupazione altissima” e di un “fenomeno esplosivo”. “Sono 10 anni che sono sindaco e non ho mai avuto questa sensazione di non controllo della piazza”, ha aggiunto, avvertendo che episodi simili potrebbero ripetersi. “Le forze dell’ordine in campo devono essere di più”.
La replica di Piantedosi è stata durissima: “La responsabilità di chi usa la violenza non può essere diluita in una polemica sul numero dei poliziotti, un’operazione di mistificazione della realtà del tutto inaccettabile”. Il ministro ha poi attaccato: “È il solito riflesso naturale e istintivo di una certa sinistra radical chic che non riesce proprio a condannare i violenti senza qualche distinguo, sempre preferendo guardare a presunte responsabilità dello Stato e dei suoi rappresentanti”.
Piantedosi ha difeso gli agenti, sostenendo che abbiano operato nel rispetto delle regole d’ingaggio e cercato di contenere le violenze evitando conseguenze peggiori.
La controreplica di Sala non si è fatta attendere: “A Piantedosi che mi equipara alla ‘sinistra radical chic’ dico che un po’ di decenza non guasterebbe. Lavoro da 45 anni, anzi mi faccio un mazzo così da 45 anni, e non permetto a nessuno di dipingermi come uno snob sfaticato”.
Il sindaco ha quindi invitato il ministro a “fare la sua parte” e a evitare “gli attacchi personali”, ribadendo la disponibilità a collaborare: “Se lascia perdere le battute di cattivo gusto e intende lavorare insieme, io ci sono. Come sempre”.
Nel dibattito è intervenuto anche il presidente del Senato Ignazio La Russa, che ha criticato il sindaco: “Lascia senza parole la valutazione del sindaco di Milano che cerca di attribuire la responsabilità a una asserita e inesistente carenza delle Forze di polizia. Le stesse che quando intervengono sono incredibilmente accusate di ogni nefandezza”.
A difesa di Sala è intervenuto il Partito Democratico milanese. Il segretario metropolitano Alessandro Capelli ha condannato le violenze, ma ha criticato gli attacchi del centrodestra al sindaco, definendoli strumentali. “Milano merita rispetto e risposte serie, non la solita propaganda”, ha dichiarato, accusando il governo di non investire abbastanza nella sicurezza delle città.