Politica Italiana

Vannacci: “Su Fornero e armi all’Ucraina è Salvini che ha tradito le promesse”

La rottura è ormai definitiva. Roberto Vannacci ha ufficializzato l’addio alla Lega e l’avvio di una nuova fase politica (con il suo movimento “Futuro Nazionale”), tra accuse di slealtà respinte al mittente, polemiche durissime con Matteo Salvini e una lunga serie di dichiarazioni rilasciate via social, in un colloquio con la Repubblica, da Modena e in televisione.

Il leader del Carroccio ha liquidato l’uscita come un “capitolo chiuso”, mentre l’ex generale rivendica coerenza, identità e la nascita di un nuovo soggetto politico. A chiudere simbolicamente la partita è Matteo Salvini, che in conferenza stampa alla Camera ieri ha parlato senza mezzi termini: “Per me il capitolo è chiuso. Ho la tessera della Lega dal ’91, ne ho visti tanti che non hanno mantenuto la parola. Per Vannacci dispiace umanamente, ma non preoccupa. Dopo un po’ passa”.

Il vicepremier ha rivendicato l’atteggiamento del partito: “Gli abbiamo spalancato le porte di casa. Il ringraziamento è stato ‘mi tengo il posto’. Finito, capitolo chiuso”. E aggiunge: “La Lega è la Lega. C’è e oggi è più forte, le tessere sono aumentate da ieri a oggi. Non porto rancore, io mi tengo ben stretta la mia comunità”.

Salvini cita anche il libro Ingrati della professoressa Parsi e sottolinea: “Dispiace che occupi a Bruxelles un posto che gli elettori avevano destinato alla Lega”.

La risposta di Vannacci è arrivata prima sui social. In un post su Instagram ha parlato di “macchina del fango” e ha scritto: “Da giorni la macchina sparafango gira a pieno regime. Ma a chi nel fango c’è stato davvero, quest’acquetta sporca scivola addosso”, accompagnando il testo con una foto in abiti militari e stivali infangati. Poi il colloquio con la Repubblica, dove ha ribaltato l’accusa di slealtà: “Io sleale? È stato Matteo Salvini, o meglio il suo partito, a promuovere determinate idee e poi, quando si tratta di votarle, andare in un’altra direzione”.

Poi ha citato armi all’Ucraina, legge Fornero e famiglia: “È Salvini che ha tradito le promesse”. E ha rivendicato: “I miei princìpi e i miei valori rimangono fissi. Non rinuncio alla mia identità per un compromesso e un inciucio”.

La prima uscita pubblica dopo l’addio è avvenuta poi a Modena, a margine di un evento sulla “remigrazione”. “Abbiamo avuto 3.000 richieste”, hanno spiegato dal team, ma la sala ha poi ospitato solo 350 persone. Qui Vannacci ha parlato apertamente di un nuovo progetto: “Una destra vera, non estrema ma forte”. Ha respinto l’idea di danneggiare il centrodestra: “Voglio rendere la coalizione ancora più forte, richiamando chi oggi non vota”.

E ha rivendicato anche la scelta di restare a Bruxelles: “La Costituzione dice che il mandato è in capo all’eletto, non al partito”. E a Realpolitik in serata ha chiarito: “Non mi dimetto. Sono stato eletto con 563mila preferenze”. La rottura con la Lega, ha assicurato, non è personale ma politica: “Il taxi ha cambiato direzione. Io sono sceso e procedo a piedi, con bussola e cartina”.

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Gianluca Pace