La rassegna stampa e le prime pagine dei giornali di oggi 17 giugno

La notizia principale di oggi in apertura sui quotidiani è quella relativa alla riunione dei leader dei Paesi del G7 a Évian, in Francia, e la firma dell’intesa di pace attesa per venerdì tra Iran ed Stati Uniti. Spazio anche alle inchieste sull’urbanistica a Milano, con l’assoluzione di tutti gli imputati nel primo processo. “Trump con l’Europa contro Putin”, è la prima pagina del Corriere della Sera. “Al G7 asse anti-Putin. Trump: deve trattare”, titola invece La Stampa. “Giorgia-Donald, di nuovo amore”, è l’apertura di Libero.

La rassegna stampa di oggi: 

“G7, pressing su Putin. Deve fare un accordo” (La Repubblica).

“Trump con l’Europa contro Putin” (Il Corriere della Sera).

“Il generale e la sfida a destra”, di Ernesto Galli della Loggia: “La storia del governo Meloni deve essere ancora fatta. E forse, se e quando ne conosceremo certi particolari, potrebbe riservare qualche sorpresa. Giorgia Meloni aveva vinto a mani basse le elezioni del 2022, con una maggioranza straripante e gli avversari tramortiti dalla sconfitta. Per la prima volta l’Italia repubblicana aveva un governo realmente di destra, espressione di una coalizione costruita intorno a un partito, Fratelli d’Italia, erede di una storia e di una tradizione politica riconducibili per vari tramiti all’esperienza fascista. Agli occhi di molti, tuttavia, compreso chi scrive, proprio l’eccezionalità del successo avrebbe richiesto l’audacia di andare oltre, di sfruttare fino in fondo il risultato straordinario già ottenuto”.

“Al G7 asse anti-Putin. Trump: deve trattare” (La Stampa).

“I giudici frenano le indagini del Fisco: più difficile l’accesso ai conti correnti” (Il Sole 24 Ore).

“Trump: Putin deve trattare” (Il Messaggero).

“La tecnica non basta senza gli ideali”, di Giuseppe Vegas: “L’alba degli esami di maturità del 2026 non è certo più l’epoca degli epici scontri tra Benedetto Croce e Giovanni Gentile, che occasionarono dalla riforma scolastica del 1923. Allora Croce riuscì in qualche modo a prevalere ottenendo che la base della formazione delle classi dirigenti rimanesse radicalmente incentrata nel liceo classico, una scuola destinata a non fornire una preparazione tecnica adeguata ad affrontare il mondo del lavoro, ma, più ambiziosamente, uno strumento per comprendere l’animo umano, così come si era formato nel corso della sua plurimillenaria storia”.

“Europa-Trump, nuovo inizio” (Il Giornale).

“Un mattone sopra” (Il Manifesto).

“Affogano nel bicchier d’acqua di Vannacci” (Il Fatto Quotidiano).

“Nuovi mostri: il Renzacci”, di Marco Travaglio: “Un sondaggio di Lab21 per La Notizia conferma che Renzi fa perdere ai progressisti più voti di quelli che porta: il 51,6% considera Italia viva (parlandone da viva) “respingente” e solo il 24,3 “attrattiva”; e 2 su 3 prevedono che la sua nefasta presenza bloccherebbe alcune battaglie storiche di centrosinistra…”.

“Poveri si resta” (Avvenire).

“Giorgia-Donald, di nuovo amore” (Libero).

“La cravatta galeotta e il segreto del non-interprete”, di Alessandro Sallusti: “Sarà stata la cravatta galeotta portata sul tailleur color vaniglia, sarà che le donne sanno sempre come prendere – a volte pure per i fondelli – gli uomini, sta di fatto che Giorgia Meloni e Donald Trump hanno fatto pace non prima di essersi tirati qualche ultima frecciatina come si conviene tra litigati. Siccome la politica italiana non conosce l’arte del sorriso scommetto che questo riaprirà il tormentone di “Meloni succube di Trump” con la variante “Meloni complice delle malefatte di Trump” e chi più ne ha più ne metta”.

“Remigrare si può. Anzi, si fa” (La Verità).

“Patto Usa-Iran, incognita Libano. Beirut stretta tra Idf e Hezbollah” (Domani).

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Giuseppe Avico