Cronaca

L’invasione di Ceuta e le responsabilità del Marocco: “Agenti dei servizi segreti di Rabat tra i 60mila migranti sbarcati”

Tra i 60mila migranti sbarcati nell’enclave spagnola di Ceuta ci sarebbero anche degli agenti legati ai servizi segreti del Marocco. Ad avero scoperto, scrive El Espanol che ha parlato con fonti interne allo Stato Maggiore del corpo di gendarmeria spagnolo, è la Guardia Civil che ne ha identificato diversi.

“L’individuazione dei presunti agenti è stata possibile grazie al monitoraggio in tempo reale dei movimenti lungo il perimetro di confine, effettuato dalla Guardia Civil tramite la rete di telecamere installata nella zona”, scrive la testata spagnola che aggiunge: “Le immagini catturate dal sistema di videosorveglianza hanno permesso ai gendarmi di analizzare l’ingresso dei diversi gruppi e di individuare, tra coloro che si dirigevano verso il territorio spagnolo, la presenza di membri dei servizi segreti marocchini che si erano apparentemente infiltrati”.

Secondo la Guardia Civil non si tratta di un episodio isolato: situazioni simili sono avvenute anche durante altri periodi di forte pressione migratoria ai confini di Ceuta e Melilla, con presunti agenti marocchini integrati nei gruppi di migranti.

El Espanol scrive ancora che “l’individuazione dei presunti agenti è stata possibile grazie al monitoraggio in tempo reale dei movimenti lungo il perimetro di confine, effettuato dalla Guardia Civil tramite la rete di telecamere installata nella zona. Le immagini catturate dal sistema di videosorveglianza hanno permesso ai gendarmi di analizzare l’ingresso dei diversi gruppi e di individuare, tra coloro che si dirigevano verso il territorio spagnolo, la presenza di membri dei servizi segreti marocchini che si erano apparentemente infiltrati”.

Il re del Marocco Mohammed VI (foto Ansa) – Blitz Quotidiano

L’invasione di Ceuta e le responsabilità del Marocco

Oltre alla presenza degli agenti marocchini ci sono diverse ragioni che portano ad una responsabilità di Ramat. Una di queste sono i legati tra il re del Marocco Muhammad VI e Trump: l’invasione sembra così voler “punire” la Spagna per la sua posizione sulla guerra in Iran e su Gaza. C’è poi la questione legata al Sahara occidentale con i Sahrawi, un popolo arabo-berbero che lotta per l’indipendenza dal Marocco, che ha l’appoggio della Spagna.

Si è parlato anche del riavvicinamento della Spagna con l’Algeria diventato il primo fornitore di gas spagnolo, riavvinamento che il Marocco non ha gradito affatto e che ha portato diversi osservatori e media internazionali ad ipotizzare che il Marocco possa aver voluto inviare un segnale politico a Madrid  replicando lo schema già visto nel 2021: al di là della presenza di agenti segreti marocchini a Ceuta, alcune fonti sul campo come il quotidiano locale El Faro de Ceuta, hanno riferito di aver osservato militari marocchini incoraggiare passivamente gli attraversamenti.

Tra le possibili concause individuate dagli osservatori figura infine anche una recente sentenza della Corte Suprema spagnola, secondo cui i migranti intercettati mentre tentano di raggiungere Ceuta o Melilla via mare non possono essere respinti immediatamente restando a carico delle autorità spagnole per una valutazione individuale che porti a valutare se si ha diritto all’asilo politico o meno. Questo avrebbe potuto rappresentare un incentivo aggiuntivo a tentare la traversata a nuoto.

Sulla carta intanto, il Marocco sembra voler collaborare con la Spagna e si starebbe riprendendo i migranti. Attualmente, i marocchini rimasti a Ceuta sarebbero pochi. Ciò non basta però a fermare le accuse da parte di politici e giornalisti spagnoli nei confronti del Marocco. Tra questi c’è chi si spinge fino a chiedere che non si giochino i Mondiali di calcio previsti nel 2030 in tre Paesi: Spagna, Portogallo e Marocco.

Ad aver colto la palla al balzo è anche tutta l’estrema destra spagnola che non ha risparmiato critiche al governo socialista di Sanchez salvo poi riconoscere “l’atto di guerra” del Marocco. Il presidente di Vox Santiago Abascal, a fronte dell'”invasione” e dell'”atto di guerra” con “l’invio di 65.000 migranti dal Marocco” ha sollecitato “l’aiuto dell’Unione Europea” e ha chiesto di “sospendere l’accordo di associazione” con Rabat “fino a quando non si impegnerà a rispettare le nostre frontiere”.

“Alle istituzioni europee dobbiamo chiedere sostegno agli spagnoli”, ha detto il leader del partito dei Patrioti europei parlando ai media a Ceuta. “In questo momento è necessario sospendere l’accordo preferenziale con il Marocco fino a quando non si impegnerà a rispettare le nostre frontiere”, ha aggiunto. Abascal ha aggiunto che bisogna “militarizzare la frontiera tra Ceuta e il Marocco”, dopo “l’invasione” migratoria dei giorni scorsi e “decretare la chiusura permanente del valico frontaliero fino a che Rabat non dia garanzie che non accada mai più”.

“Siamo davanti a un attacco brutale alla nostra sovranità, a un atto di guerra”, ha incalzato il leader dell’ultradestra spagnola, per il quale sono urgenti “misure drastiche”. Secondo Abascal occorre “in primo luogo che il Marocco accetti i rimpatri di tutti i connazionali che sono illegalmente sul nostro suolo, a Ceuta, a Melilla, alle Canarie e nel resto della Spagna”. Inoltre “deve dire chiaramente se accetta i ritorni dei connazionali o se eventualmente sta espellendo la sua popolazione in Spagna per altri interessi”, ha proseguito. “La priorità è militarizzare in maniera pernamente la frontiera per tutto il tempo necessario”, ha insistito Abascal, secondo il quale è necessario “fornire i mezzi e fare i cambi legislativi necessari perché le nostre forze armate e la nostra Guardia Civil possano difendere in maniera effettiva la frontiera con la forza necessaria”.

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Lorenzo Briotti