(Foto Ansa)
L’amministrazione di Donald Trump sta valutando una nuova escalation militare contro l’Iran. Secondo il Wall Street Journal, la scorsa settimana il comandante del Comando centrale americano (Centcom), l’ammiraglio Brad Cooper, ha presentato al presidente un piano per una campagna di bombardamenti della durata compresa tra i 10 e i 14 giorni, con l’obiettivo di ridurre in modo significativo le capacità missilistiche di Teheran. Trump avrebbe sul tavolo due opzioni: proseguire con raid mirati oppure autorizzare un’offensiva su larga scala in risposta agli attacchi iraniani contro obiettivi statunitensi in Giordania.
Secondo le fonti citate dal quotidiano americano, Cooper ritiene che le rappresaglie finora condotte abbiano avuto un impatto limitato e sostiene che solo una campagna aerea intensa possa neutralizzare in modo significativo la minaccia missilistica iraniana e ridurre, nel tempo, la necessità di impiegare sistemi difensivi. L’ipotesi di una nuova offensiva, tuttavia, incontra le resistenze di parte del Congresso, che teme un coinvolgimento sempre più diretto degli Stati Uniti nel conflitto.
Intanto, nella notte, Washington ha condotto una nuova operazione militare. Secondo Axios, citando fonti americane, gli Stati Uniti hanno avviato attacchi contro obiettivi in Iran a partire dalle 2 del mattino, ora italiana. L’operazione è stata successivamente confermata dal Centcom, che l’ha definita “una potente risposta ai tentati attacchi iraniani contro le basi americane in Medio Oriente”.
In una nota pubblicata su X, il Comando centrale ha reso noto di aver completato “una serie di duri attacchi” contro “decine di obiettivi del Corpo delle Guardie rivoluzionarie islamiche (Irgc), tra cui centri di comando militari, installazioni missilistiche e per droni, siti di sorveglianza e difesa costiera e capacità marittime”. Il Centcom ha aggiunto: “Questi attacchi sono stati progettati per ridurre ulteriormente le minacce che l’Iran e i suoi alleati rappresentano per le forze statunitensi, la navigazione commerciale e gli Stati vicini del Golfo”.
Poche ore prima dei raid, Donald Trump aveva ribadito la linea dura dell’amministrazione durante un tele-rally, affermando: “Finiremo l’Iran molto presto”, secondo quanto riportato da Bloomberg.
Nelle stesse ore, l’esercito giordano ha reso noto che la propria difesa aerea ha intercettato e abbattuto cinque missili provenienti dall’Iran e diretti verso il territorio del Regno. Il portavoce delle forze armate ha dichiarato: “Le difese aeree hanno intercettato cinque missili lanciati dall’Iran e diretti verso il territorio del Regno nelle prime ore di questa mattina. I missili sono stati rilevati, intercettati e abbattuti secondo i piani di difesa stabiliti”. Secondo Amman, l’attacco non ha provocato vittime.
Intanto dall’Iran arrivano notizie di vittime civili. L’agenzia di stampa Fars riferisce che un attacco statunitense ha colpito un’abitazione nel quartiere di Chah Tangu, sull’isola di Qeshm, uccidendo tre persone della stessa famiglia: “Un attacco statunitense contro un’abitazione nel quartiere di Chah Tangu a Qeshm ha ucciso tre membri di una famiglia: il padre, la madre e il loro figlio di due anni”. La stessa agenzia, citando l’Università di Scienze Mediche di Hormozgan, aggiunge che altri due bambini sono rimasti feriti. Le informazioni sulle vittime sono state diffuse dalle autorità iraniane e non risultano al momento confermate da fonti indipendenti.