Matteo Salvini (Foto Ansa)
Politica post-Ferragosto rovente. Coalizioni in fermento su entrambe le sponde. Fibrillazioni continue, ribellioni interne ai partiti. Tira aria di sorprese. Sono giorni decisivi. Il caos migranti e lo strappo dí Berlino alle intese europee o l’allarme Ceuta abbandonata da Madrid agita le acque peraltro scosse da vicende come il caso Ranucci-Lavitola; ma si tratta di concause. Le rogne principali sono altrove. Le ultime.
Tutta colpa delle regole delle possibili primarie: sono tutt’altro che chiare. In ogni caso abbondano i concorrenti: il Pd schiera la sa segretaria Elly Schlein. I Cinquestelle fanno altrettanto con il proprio leader Giuseppe Conte, da tempo sostenitore delle rimari e di coalizione il più possibile aperte. Poi ci sono altri contendenti: centristi, civici, riformisti dem. Circolano i nomi: Renzi, il riformista Gori, il civico Ruffini caldeggiato da Prodi. Si è proposto anche Riccardo Magi, leader di +Europa.
Nelle ultime ore è spuntato anche il nome di una candidata rossoverde, cioè la deputata di AVS Elisabetta Piccolotti, moglie di Nicola Fratoianni. Un recente sondaggio sulle primarie dell’Istituto Piepoli dice che Conte e’ primo con il 40%, Elly Schlein e’ ferma al 36%. La vittoria di Conte mangerebbe alto il tasso di fedeltà elettore del M5S, l’adesione politica alla coalizione sarebbe dunque un male necessario ma i 5 Stelle non vogliono saperne di sostenere un progetto politico in cui ci sono Renzi e soci senza che alla guida vi sia Conte.
Acque agitate nella Lega. Sono tutti o quasi indignati. Il capogruppo del Carroccio al Senato, Massimiliano Romeo, sta per uscire con un libro molto critico sul partito. Secca la replica di molti leghisti: “ Se Romeo non condivide la linea si dimetta”. In poche parole Romeo non vuole mettere in discussione la Lega Nazionale ma soltanto intende rafforzare la identità territoriale del partito, la vera forza della Lega.
Il vicesegretario del Carroccio Claudio Durigon, sottosegretario al Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, boccia le polemiche dei governatori nordisti. E dice:” Il partito si difende con le battaglie, non con le poltrone. La Lega e’ una sola, lo ha detto Zaia in tutte le occasioni, anche durante l’ultimo consiglio”.
Resta il fatto che la Lega di Matteo Salvini e’ in subbuglio e all’interno del partito politico più longevo dell’arco parlamentare si parla addirittura di un paio di governatori ( Fontana e Fedriga) che stanno pensando a costituire una Associazione per dare più spazio al nord della Lega. Ne vedremo delle belle.