Nella foto Ansa, il comandante supremo della Nato in Europa Alexus Grynkewich
I membri della Nato dovrebbero preparare una risposta decisa a un possibile attacco ‘ibrido’ letale da parte della Russia. A dichiararlo al Financial Times è il ministro degli Esteri polacco Radoslaw Sikorski, sottolienando che la probabilità che qualcuno venga ucciso sta aumentando con l’intensificarsi delle operazioni russe di destabilizzazione. L’alleanza dovrà “valutare” come reagire: “La questione è cosa costituisca un attacco, un attacco transfrontaliero, e finché si tratta di proprietà… è un conto, ma se iniziano a morire delle persone, allora dovremo avere un’altra conversazione molto seria alla Nato”, ha detto.
Lo spettro di uno scontro diretto con Mosca è tornato ad essere evocato anche in seno all’Alleanza Atlantica. L’occasione è stato il Warsaw Security Forum: ieri, il comandante supremo della Nato in Europa Alexus Grynkewich ha usato queste parole: “La Nato non cerca la guerra con nessuno, ma nessuno scambi il fatto che la Nato è un’alleanza difensiva come una debolezza”. Il generale dell’Aeronautica americana ha aggiunto:”Se qualcuno sarà così pazzo da attaccarci, combatteremo. In breve faremo in modo che qualsiasi attacco contro un nostro alleato si riveli del tutto vano”.
Mosca, intanto, già da ieri sta frenando sulla tregua energetica con Kiev annunciata da Donald Trump. “I contatti sono in corso, non appena avremo qualcosa da comunicare, lo faremo sapere”, ha puntualizzato il Cremlino. Ma per gli ucraini, i russi non hanno alcuna intenzione di fermarsi. Zelensky oggi ha dichiarato che l’Ucraina “non ha effettuato attacchi contro le raffinerie di petrolio russe né contro il settore energetico in generale durante i due giorni successivi all’annuncio del presidente degli Stati Uniti su un cessate il fuoco nel settore energetico. Ma la Russia non ha ascoltato il presidente americano”.
Il presidente ucraino, sempre su Telegram ha aggiunto: “In questo periodo, i russi hanno attaccato sia le nostre infrastrutture energetiche sia le nostre infrastrutture critiche, e inviato così segnali assolutamente chiari del fatto che non intendono fermare i raid contro l’Ucraina”.
Come noto, gli Usa e la Russia hanno raggiunto un accordo sul diesel in barba alle sanzioni contro Mosca. Oggi, a proposito dell’accordo che ha spiazzato e messo in difficoltà l’Europa, Trump ha dichiarato: “La Ue ha pagato 250 miliardi alla Russia per l’energia, la mia scelta sul diesel è giusta”. Le sanzioni europee nei confronti della Russia restano e per Mosca sono tuttora un problema. A dirlo è il portavoce del Cremlino alla Tass. Per Dmitri Peskov le sanzioni dell’Unione Europea possono “senza dubbio ostacolare” la realizzazione dell’accordo tra Russia e Stati Uniti sul diesel.