Ponte sullo Stretto, Salvini: "Sarà un'opera strategica e servirà anche nei giorni di tempesta. Andiamo avanti nonostante le difficoltà" (Fonte Ansa) - Blitz Quotidiano
Intervenendo durante il question time alla Camera, il ministro dei Trasporti Matteo Salvini è tornato a parlare del Ponte sullo Stretto, definendo l’infrastruttura “un’opera strategica militare”, una classificazione che farebbe rientrare a pieno titolo il Ponte nell’ambito delle spese militari e consentirebbe di soddisfare i nuovi obiettivi fissati dalla Nato. “Il governo è al lavoro per chiarire in modo ancora più esplicito, con dati e valutazioni nelle forme richieste dalla Corte dei Conti, la natura e la portata del progetto del Ponte sullo Stretto di Messina”, ha dichiarato Salvini. Discutendo riguardo agli utilizzi dell’infrastruttura, il ministro ha citato anche i disastri provocati in Sicilia e in Calabria dal passaggio del ciclone Harry: “Pensiamo, in queste ore di mare in tempesta, come sarebbe avere il Ponte piuttosto che i traghetti fermi: un ponte dove giorno e notte, h24, possono passare auto, camion, moto, treni, inquinando anche di meno”.
“Fin dalle sue origini dal 1971 e per decisione del Parlamento, il Ponte sullo Stretto di Messina rappresenta un’opera strategica d’interesse nazionale. Io e l’attuale governo ne abbiamo semplicemente riaffermato l’utilità e la centralità”, ha ribadito Salvini, in risposta all’interrogazione del Movimento 5 Stelle che ha chiesto conto dell’inserimento dell’opera nei piani europei di mobilità militare. Eppure, in un documento del ministero della Difesa diffuso nei giorni scorsi, venivano espressi non pochi dubbi sull’utilità militare del Ponte e sulla sua reale capacità di protezione nell’eventualità di un attacco. Secondo il ministero della Difesa, infatti, sarebbe insostenibile giustificare il Ponte come opera fondamentale per la difesa.
Salvini, però, ha ribadito: “Primaria importanza assumono tanti interessi: la protezione civile, l’utilizzo per la viabilità quotidiana, l’autotrasporto, l’agricoltura. Tra questi ci sono anche i sistemi di sicurezza e difesa che ci auguriamo non vengano mai utilizzati. Il Ponte si presenta come un’infrastruttura aperta a tutti gli usi, in grado di rispondere sia alle esigenze della mobilità civile, ovviamente, sia a quelle, Dio non voglia, connesse alla mobilità militare. Su questi aspetti, il ministero della Difesa evidenzia che il Ponte potrà incrementare in modo significativo la capacità di risposta, resilienza logistica ed efficienza dei processi di sicurezza. Il tutto in piena coerenza col piano di azione per la mobilità militare dell’Unione europea, non del ministro Salvini, e con lo sviluppo delle reti per l’alta velocità proposte dall’Ue”.