(Foto Ansa)
Il Senato ha bocciato il sub-emendamento a prima firma del senatore dem Dario Parrini che puntava a cancellare i capilista bloccati e a introdurre il voto di preferenza nella legge elettorale. Il testo è stato respinto con 68 voti favorevoli e 99 contrari. Sul sub-emendamento, presentato per modificare l’emendamento della maggioranza, il governo aveva scelto di rimettersi all’Aula. Dopo il voto, dai banchi delle opposizioni si sono levate urla di “Vergogna!”.
Durissime le reazioni del centrosinistra. “Questa maggioranza si regge con lo scotch: sono tutti contro tutti. Tajani contro Salvini, Salvini contro Tajani e Fratelli d’Italia che non riesce a tenere insieme la maggioranza. Giorgia Meloni ha rinnegato la sua storia politica, che parlava di preferenze, di poter dare la possibilità ai cittadini di scegliere. Invece oggi propongono una norma con i capilista bloccati: il segnale di una maggioranza, a partire dalla Meloni, ormai in totale sbando, che pensa solo a come conservare il potere, dimenticando e impedendo di fatto ai cittadini di poter scegliere i propri rappresentanti. Parlano solo di legge elettorale, dimenticando i veri problemi degli italiani: gli stipendi bassi, la crisi climatica, il caro energia, la sanità pubblica, alla quale hanno tagliato le risorse”, ha dichiarato Angelo Bonelli, co-portavoce di Europa Verde e deputato di Alleanza Verdi e Sinistra.
“Siamo al teatrino più sfacciato, alla messinscena più truffaldina. Giorgia Meloni si smentisce ancora una volta e, nascondendosi dietro la ‘fedeltà alla maggioranza’, vota contro la possibilità che i cittadini possano esprimere delle vere preferenze nella scelta dei parlamentari”, ha scritto sui social il presidente del Movimento 5 Stelle Giuseppe Conte. “Due mesi fa erano andati sotto alla Camera su un loro emendamento farlocco che proponeva finte preferenze e avevano provato a mischiare le carte accusando le opposizioni di non volere le preferenze. Ora al Senato dicono chiaramente no agli emendamenti nostri e delle altre forze di opposizione che proponevano preferenze vere, a partire dai capilista. Meloni su un aspetto si sta dimostrando pienamente coerente: tradisce sistematicamente tutti gli impegni presi con gli elettori. È straordinariamente coerente nella sua totale incoerenza”.
In Aula è intervenuto anche Matteo Renzi, che ha letto un intervento del 2014 di Meloni a favore delle preferenze e, in vista delle prossime votazioni, ha concluso: “Dovreste vergognarvi!”. Il Partito Democratico ha infine rilanciato sui social un video del 22 gennaio 2024 nel quale la premier affermava: “Noi siamo disposti a votare qualsiasi legge elettorale, chiediamo una cosa: che ci siano le preferenze”.