(Foto Ansa)
Vladimir Putin si prepara a una nuova escalation militare contro l’Ucraina dopo aver concluso che i negoziati per un accordo di pace siano arrivati a un punto morto. Lo riferisce Bloomberg, citando tre fonti vicine al Cremlino, secondo le quali Mosca starebbe valutando di intensificare gli attacchi con potenti missili balistici convenzionali contro Kiev e contro obiettivi infrastrutturali in altre città ucraine.
Secondo le stesse fonti, l’aumento della pressione militare starebbe alimentando tra alcuni funzionari russi il timore che Putin possa, in ultima istanza, prendere in considerazione anche l’impiego di armi nucleari tattiche in Ucraina.
Donald Trump ha invece ridimensionato le ipotesi di una possibile escalation. Il presidente americano ha definito “di semi-routine” la visita a Mosca del direttore della Cia, John Ratcliffe. “È lì, una cosa di semi routine. Vorremmo vedere la fine della guerra con l’Ucraina”, ha detto Trump in un’intervista al conduttore conservatore Glenn Beck.
Di fronte all’ipotesi che Putin voglia “mettere a dura prova la determinazione della Nato fino in fondo”, Trump ha respinto qualsiasi collegamento tra la missione di Ratcliffe e una possibile escalation russa. “Non è lì per nessuno dei motivi che hai citato”, ha affermato. “Certo, potrebbe uscirne qualcosa. Stiamo lavorando duramente per porre fine a quella guerra”.
Il Cremlino ha fatto sapere che al momento non sono previsti nuovi contatti con alti funzionari statunitensi. Ratcliffe, secondo quanto riferito dal portavoce Dmitry Peskov, non ha incontrato Putin durante la visita a Mosca.
“Non posso parlare a nome di altri ministeri – ha dichiarato Peskov, citato dall’agenzia Interfax -. Da parte del Cremlino, al momento non sono previsti contatti. “Al momento, non posso fornirvi ulteriori dettagli sugli eventuali accordi relativi a futuri contatti”, ha aggiunto. A Tass, Peskov ha inoltre precisato: “Non erano previsti contatti con Putin”.