Politica

Quando Giovanni Falcone parlava della magistratura e della separazione delle carriere

Il 23 maggio 1992 Giovanni Falcone fu ucciso nella strage di Capaci. Due settimane prima, l’8 maggio, aveva partecipato all’Istituto Gonzaga al dibattito “Mafia e nuovo codice”, in qualità di direttore degli Affari Penali del Ministero di Grazia e Giustizia. Questo incontro rappresenta l’ultimo intervento pubblico di cui resta una registrazione integrale.

Nel corso del dibattito Falcone affronta il nodo dell’ordinamento del pubblico ministero, con particolare attenzione alla distinzione dei ruoli e alla separazione delle carriere, tema oggi centrale nel dibattito politico. Il passaggio più citato è: “Un punto mi sembra fondamentale: il pubblico ministero deve avere un tipo di regolamentazione ordinamentale che sia differente rispetto a quella del giudice, non necessariamente separata, e questo non per assoggettarlo all’esecutivo, come si afferma, ma al contrario per esaltarne l’indipendenza e l’autonomia”.

Interpretazioni e contesto

In una puntata di Quarta Repubblica di qualche mese fa, Nicola Porro ha mandato in onda solo la prima parte della frase: “Il pubblico ministero deve avere un tipo di regolamentazione ordinamentale che sia differente rispetto a quella del giudice”, suggerendo che Falcone fosse a favore della separazione delle carriere.

Ascoltando l’audio completo da Radio Radicale, la frase continua: “Non necessariamente separata, e questo non per assoggettarlo all’esecutivo, come si afferma, ma al contrario per esaltarne l’indipendenza e l’autonomia”. La parte mancante chiarisce la posizione di Falcone: distingue le funzioni senza sostenere carriere separate o un modello gerarchico esterno all’ordine giudiziario, difendendo l’autonomia e l’indipendenza del pubblico ministero.

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Filippo Limoncelli