Rebus Iran: Trump annuncia la tregua, gli Ayatollah negano i negoziati. Ma a Islamabad si sta organizzando un vertice per cessare la guerra (Fonte Ansa) - Blitz Quotidiano
Rebus Iran: Trump annuncia la tregua, gli Ayatollah negano. Il tycoon assicura che i negoziati vanno avanti (“Teheran ha rinunciato all’atomica, intesa possibile in 5 giorni”). Teheran insiste a smentire la strada negoziale. Il rebus della tregua si infittisce. Israele ha bacchettato il tycoon dicendo che “è stato un errore la trattativa, ha complicato le cose”. Evidente il disagio dello Stato ebraico per le ultime mosse del presidente americano che ha ribadito di aver fatto “un accordo su 15 punti”. Nel frattempo, Washington ha stabilito uno stop di 5 giorni ai raid sugli impianti iraniani per dare spazio alla diplomazia. Tra i 15 punti del presunto accordo due sono centrali: lo stop alla bomba atomica iraniana e la riapertura di Hormuz.
L’Iran nega tutto. Vero o falso? Teheran nega l’esistenza di trattative. Addirittura, è intervenuto il presidente del parlamento, Mohamed- Bagher Ghalibaf, che ha definito false le parole di Trump. Ha spiegato: “Sono tutte fake news per manipolare i mercati finanziari e petroliferi e per uscire dal pantano in cui sono intrappolati Stati Uniti e Israele”. Il portavoce del Ministero degli Esteri, Esmaeil Baqaei, ha ribadito che non ci sono stati colloqui e che la posizione iraniana non è affatto cambiata, né sullo stretto di Hormuz né sulle condizioni per la fine della guerra. Anzi, ha avvertito che ogni attacco alle infrastrutture energetiche riceverà una risposta “decisiva, immediata ed efficace”.
Cosa può succedere nei prossimi giorni? Netanyahu è stato chiaro: “Tuteleremo i nostri interessi vitali in qualsiasi situazione; i raid continuano”. Trump dal canto suo insiste su una “chance reale” con mediazione di Egitto, Pakistan e Turchia. Ma Israele resta scettico, mentre i mercati sono in rialzo e il petrolio in calo. Se entro venerdì non sarà raggiunta un’intesa, gli USA faranno nuovi attacchi. Secondo l’agenzia Axios – sito di notizie americano con sede in Virginia – esiste una possibilità reale di accordo perché tre Paesi (Egitto, Pakistan e Turchia) starebbero mediando per organizzare un incontro entro la settimana a Islamabad (capitale del Pakistan), con una delegazione iraniana guidata dal ministro Ghalibaf e una americana con Steve Witkoff e Jared Kushner e, forse, il vicepresidente JD Vance, che ha già parlato con il premier Netanyahu.
È il caso di ricordare che il presidente del parlamento iraniano è una figura chiave del regime. Ex comandante dei Pasdaran e della Polizia, pilota e politico ambizioso, è stato sindaco di Teheran per 12 anni. È considerato un esponente della linea dura ed è accusato di aver orchestrato la repressione delle proteste. E oggi emerge come possibile interlocutore nei negoziati, pur smentendoli.