Politica

Referendum giustizia, Landini annuncia la festa in piazza per le 18. Renzi: “Sonora sconfitta per il Governo”. Malan: “Nulla da rimproverarci, riforma era nel programma”

Appare evidente una netta vittoria del No al referendum costituzionale che avrebbe dovuto cambiare la giustizia. Ecco alcune tra le prime reazioni a caldo:

Landini: “Nuova Primavera per il Paese, festeggiamo in piazza”

“Si è dimostrato che la Costituzione non va cambiata, non va stravolta, ma va applicata. È un messaggio di unità. Visto questo bellissimo risultato, questa bellissima giornata, noi pensiamo che sia anche utile dire a tutti quelli che vogliono festeggiare con noi che verso le 18-18.30 possiamo ritrovarci a piazza Barberini. E’ cominciata una nuova primavera nel nostro Paese”. Così il segretario generale della Cgil, Maurizio Landini, dal Comitato società civile per il no al referendum riunito al Centro congressi Frentani a Roma, sottolineando “la grandissima partecipazione al voto” e “la difesa dell’autonomia e dell’indipendeza della magistratura”.

 A Napoli i magistrati brindano cantando “Bella ciao”

Si canta “Bella ciao” nella saletta dell’Anm del tribunale di Napoli dove una cinquantina di magistrati si sono radunati dopo le prime notizie sullo scrutinio referendario. Stanno arrivando bottiglie di champagne per brindare. Tra i presenti il pg presso la Corte d’Appello Aldo Policastro, in prima linea nella battaglia per il No. Il procuratore Nicola Gratteri è invece nel suo ufficio, al lavoro da stamattina.

Bachelet (Comitato per il No): “Una vittoria come quella della lotta partigiana”

“Sembra proprio che il no abbia vinto, io sono molto contento” di questa “battaglia per la difesa dell’autonomia e dell’indipendenza della magistratura”. “Sono contento – ha detto Giovanni Bachelet, presidente del Comitato Società Civile per il No, intervistato durante l’edizione speciale del Tg1 dedicata al referendum – e penso sia una vittoria come quella della lotta partigiana o del referendum con pochissimo margine tra monarchia a Repubblica e non per noi ma anche per tutti quelli del Si, perché è una garanzia per tutti i cittadini e tutti saranno contenti nel lungo periodo che abbia vinto il no”.

Per Bachelet “sembra bellissimo, sono molto felice che la nostra galoppata abbia ottenuto almeno il risultato di far tornare la voglia di votare a milioni di cittadini. L’isola degli astenuti è riemersa. Aver fatto tornare la voglia di votare mi sembra un risultato notevole del comitato Società civile per il No”.

Renzi: “Il messaggio è forte e chiaro, una sconfitta sonora del governo”

“La partita è sostanzialmente chiusa, il No a sorpresa ha vinto. Oggi si consuma un fatto politico enorme, quando il popolo parla il palazzo deve ascoltare – ha detto il presidente di Iv, Matteo Renzi, a Radio Leopolda -. Questo è un passaggio importante per Meloni, che ci ha detto di essere benedetta e baciata dal consenso. Hanno scelto di fare molto più che personalizzare. Oggi il messaggio forte e chiaro è che c’è una sconfitta sonora, prima che delle ragioni del Sì, del governo e del modo arrogante con cui ha voluto fare questa riforma”.

Renzi, che ha invocato le primarie del centrosinistra perché a suo modo di vedere la coalizione può vincere, ha detto ancora: “Meloni farà quello che crede, ma per prendere atto del risultato ci vuole coraggio. Invece in politica ci sono molti don Abbondio. Oggi, non ascoltare la voce del popolo è da Don Abbondio. C’è solo una cosa che si può fare con onore, mantenere la dignità. Quando il popolo parla, il palazzo deve ascoltare. La partita di oggi segna la fine del tocco magico. Meloni non può far finta di nulla o è diventata una donna di palazzo, ancora per poco”.

Conte: “Ce l’abbiamo fatta, viva la Costituzione”

“Ce l’abbiamo fatta! Viva la Costituzione!”, ha scritto su X il leader del M5s Giuseppe Conte.

Malan: “Nulla da rimproverarci, riforma era nel programma”

“Noi non abbiamo nulla da rimproverarci, abbiamo mantenuto un impegno con gli elettori – ha affermato Lucio Malan, capogruppo di Fratelli d’Italia al Senato a Quarta Repubblica, commentando i dati che danno il no in vantaggio -. Avevamo un programma dove c’era questo, c’è stata una campagna pesante dove sono state attribuite cose che non esistevano”.

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Amedeo Vinciguerra