Referendum Giustizia, l'ex giudice di Cassazione Carlo Maria Grillo assicura: "La riforma non sfregia la Carta. L'autonomia è garantita" - Blitz Quotidiano
Referendum sulla giustizia. A poco più di un mese dal voto (22-23 marzo) il confronto tra i sostenitori del Si e quelli del No si sta facendo incandescente. È scontro Toghe-Governo e tra i comitati. La maggioranza è compatta per il Sì, l’opposizione ritiene la riforma un attacco all’indipendenza della Magistratura.
Ma pur essendo all’opposizione Azione e +Europa ritengono che la riforma renda il processo penale più equo e coerente con i principi del giusto processo. Italia Viva invece lascia libertà di voto. Nel bailamme di un referendum politicizzato si inserisce la voce autorevole del magistrato irpino Carlo Maria Grillo, una vita tra le toghe con responsabilità apicali, Cassazione compresa.
Il pensiero di Carlo Maria Grillo può essere sintetizzato così: se vince il No il CSM resta in mano a una associazione privata come l’Anm. Il magistrato spiega: “Gli argomenti di chi si oppone alla riforma sono faziosi: non c’è alcuno sfregio alla Carta e l’autonomia è garantita”.
Grillo ha appena aderito al maxi comitato del Sì al referendum, fondato tra gli altri da Nicolò Zanon, già vicepresidente della Corte Costituzionale. E precisa: “Dal mio punto di vista sono tante le inesattezze narrate da titolari sostenitori del No. L’Anm sposa una causa non condivisa da tutti i magistrati iscritti, sponsorizzandola per altro con fondi comune. È in atto una campagna di disinformazione. Ad esempio: viene definito referendum sulla Giustizia ma non lo è. La riforma ha a oggetto solo norme ordinamentali riguardanti la carriera dei magistrati e il Csm. Ripeto: nessuno sfregio alla Costituzione. Fuorviante poi sostenere che il ddl sia di destra; Ceccanti, Bettini e molti altri dicono Sì”. Grillo conclude “Non è vero che la Cartabia abbia separato le carriere, ha solo separato le funzioni”.
Carlo Maria Grillo non ha dubbi rispetto ad un aspetto delle riforma e dice: “È il sorteggio la vera nota dolente della riforma, perché tocca il nervo scoperto dell’Anm minacciandone addirittura l’esistenza, quanto meno con l’attuale connotazione, a condizione però che lo stesso sia ‘secco’, cioè tra tutti i magistrati aventi determinati requisiti. Va detto: il sorteggio non è estraneo al nostro sistema giurisdizionale essendo previsto dall’articolo 135 della Costituzione per l’integrazione della Corte costituzionale nei giudizi contro il Presidente della Repubblica, come anche per il tribunale dei Ministri e per i giudici popolari della Corte d’Assise che possono anche irrogare la pena dell’ergastolo”. Il magistrato conclude: “Speriamo che la politica non avveleni questa scelta referendaria e che l’Italia si confermi il Bel Paese laddove il Sì suona”.