Referendum, Meloni: "Se la riforma non passa stupratori in libertà e figli strappati alle mamme" (Foto Ansa) - Blitz Quotidiano
“Se la riforma sulla giustizia non dovesse passare, ci ritroveremo correnti ancora più potenti, magistrati ancora più negligenti che fanno carriera, decisioni ancora più surreali sulla pelle dei cittadini, che incideranno sulla vostra vita ogni giorno. Immigrati illegali, stupratori, pedofili, spacciatori rimessi in libertà che mettono a repentaglio la vostra sicurezza”. Così la premier Giorgia Meloni, concludendo il suo intervento di ieri all’evento di Fdi al Teatro Parenti di Milano per il Sì al referendum sulla giustizia.
E ancora: “Antagonisti che devastano le vostre stazioni senza alcuna conseguenza giudiziaria. Milioni di euro risarciti per ingiusta detenzione o spesi per processi mediatici e inutili che vengono pagati con i proventi delle tasse. Figli che vengono strappati alle madri perché i giudici non condividono il loro stile di vita se vivono in un bosco, quando nessuno dice o fa nulla di fronte alla realtà di bambini mandati a rubare o a fare accattonaggio…”.
La riforma, ha aggiunto Meloni, servirà proprio “per il bene di tanti magistrati capaci che nella loro carriera sono stati mortificati perché non si sono piegati alla logica delle correnti”. E infatti è sostenuta “da molti magistrati in servizio” a conferma “che non è contro” di loro. La riforma, aggiunge la premier impegnata a smontare “le tante falsità”, “non è di parte e lo conferma il fatto che molti esponenti della sinistra” sostengono il sì.
Andate a votare, votate sì, è stato l’appello che fatto la premier dal palco, invitando di nuovo a spendere quei “cinque minuti” che servono ad “aprire una pagina nuova nella nostra nazione”. Poi il classico selfie dal palco con tutta la platea che espone i cartelli per il sì. E subito il rientro a Roma, dove la aspettava la gestione della crisi innescata dalla guerra in Iran che, temono a taccuini chiusi, possano tenere anche i più favorevoli al sì lontani dalle urne.