Referendum: separazione carriere, Csm, Alta Corte. Cosa cambia se vince il Sì
Referendum: separazione carriere, Csm, Alta Corte. Cosa cambia se vince il Sì (foto Ansa) - Blitz Quotidiano
Domenica 22 e lunedì 23 marzo gli italiani saranno chiamati a esprimersi sul referendum costituzionale confermativo che ha a che fare sulla riforma della giustizia proposta dal governo Meloni e dal ministro della Giustizia Carlo Nordio.
Il testo è stato approvato dal Parlamento non raggiungendo la maggioranza dei due terzi necessaria per modificare la Costituzione. Il referendum è quindi ora sottoposto a conferma popolare: essendo costituzionale non necessita del quorum. Vincerà chi prende più voti. In caso di vittoria del Sì, la riforma entrerà in vigore. Se invece prevarranno i No, la riforma costituzionale non passerà e resterà tutto come ora.
Fac simile della scheda elettorale del referendum del 22 e 23 marzo (foto Ansa) – Blitz Quotidiano
Cosa prevede la riforma, cosa succede se vince il Sì
La separazione delle carriere. La riforma riguarda l’organizzazione della magistratura e prevede la separazione delle carriere tra giudici e pubblici ministeri. Chi entra in magistratura dovrà scegliere fin dall’inizio se diventare giudice o pm e non avrà possibilità di cambiare funzione durante la carriera come è invece possibile fare oggi. Il pubblico ministero ha il ruolo di accusa durante i processi: conduce le indagini, coordina la polizia giudiziaria. Il giudice mantiene invece un ruolo terzo e imparziale che gli permette di valutare le prove e pronunciare la sentenza. Per i favorevoli al Sì, la riforma garantirà processi più giusti. I critici ricordano però che la riforma Cartabia ha già reso il passaggio di funzione un fenomeno rarissimo, con meno di 30 magistrati su oltre 9mila che cambiano funzione ogni anno.
I Consigli superiori della magistratura. Attualmente esiste solo un unico Consiglio superiore della magistratura che gestisce nomine, trasferimenti e carriere dei magistrati. Se vince il Sì, come scritto sulla riforma verranno creati due Csm distinti, uno per i giudici e uno per i pm, entrambi presieduti dal Presidente della Repubblica. Attualmente i membri vengono eletti dai magistrati o nominati dal Parlamento. Se passa la riforma parte di loro verranno eletti per sorteggio riducendo in questo modo, sostengono i favorevoli, il peso delle correnti. Per chi non è invece favorevole alla riforma questo modo di eleggere i giudici finirà per ridurre la rappresentatività e indebolire l’autogoverno.
La nuova Alta Corte disciplinare per i magistrati. La riforma introduce anche una nuova Alta Corte disciplinare per i magistrati, un organo composto da 15 membri in maggioranza magistrati che resterà in carica quattro anni e che non sarà rinnovabile. La loro selezione avverrà in parte attraverso estrazioni a sorte, in parte tramite nomine. Sei saranno sorteggiati tra i magistrati giudicanti, tre pm saranno sorteggiati tra i magistrati requirenti, tre giuristi verranno invece nominati dal Presidente della Repubblica e tre giuristi infine saranno estratti a sorte da un elenco compilato dal Parlamento.